Ritardi ferroviari, l’Alta velocità va a passo di lumaca (Foto Cristian Manieri per Pexels)
Ritardi ferroviari, l’Alta velocità va a passo di lumaca
Il 31% dei Frecciarossa arriva in ritardo. Sfora l’orario il 40% degli Intercity. Italo va un po’ meglio di Trenitalia. I ritardi ferroviari sulle linee una volta veloci nell’indagine di Altroconsumo
L’Alta Velocità arranca e i tempi di percorrenza si allungano rispetto al passato. Il 31% dei Frecciarossa è in ritardo, il 40% degli Intercity non rispetta l’orario di arrivo, complessivamente Italo va meglio di Trenitalia. I ritardi ferroviari sono al centro dell’indagine promossa da Altroconsumo che è andata a fare le pulci alla puntualità del trasporto ferroviario in Italia.
“La realtà è che i treni di ogni tipologia subiscono ritardi cronici e i cittadini avrebbero diritto a rimborsi corposi a fronte di un servizio che fa acqua un po’ ovunque – spiega l’associazione – Questa verità è scritta nero su bianco ed è accessibile a tutti, basta consultare il monitor virtuale messo a disposizione da Rete ferroviaria italiana, che riporta i ritardi in tempo reale di tutti i treni in viaggio lungo il Paese”.
Nessun treno si salva
Nessun tipo di treno si salva dai ritardi ma i peggiori sono gli Intercity.
Ma come si è svolta l’indagine? Altroconsumo ha studiato per 43 giorni consecutivi la puntualità del servizio ferroviario monitorando le informazioni del servizio web “Monitor Arrivi/Partenze live” di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) che visualizza partenze, arrivi e ritardi accumulati. Ha escluso dal monitoraggio i treni regionali, considerando dunque Alta velocità (Frecciarossa o Italo) e Intercity. Ha preso in considerazione solo i collegamenti diretti lungo le tratte diurne (tra le 6 e le 23.45) che collegano le principali città italiane. E fra il 25 luglio e il 4 settembre ha tracciato 54 tratte da Nord a Sud per un totale di 28 mila rilevazioni.
Niente puntualità per l’Alta Velocità
Primo risultato: l’Alta Velocità è poco puntuale. È il servizio più rapido e più costoso, quello in cui “il tempo è denaro”, ma sempre più spesso sconta ritardi e “cronica mancanza di puntualità”.
I treni Frecciarossa sono in crisi e in media, su 45 tratte fra le quali le principali (Milano – Roma, Napoli – Roma e Milano – Bologna) il 31% dei treni arriva oltre l’orario previsto. Sulla direttrice adriatica ci sono ritardi in oltre la metà dei treni.
Il caso più critico è la tratta Bari Centrale – Milano Centrale, con oltre il 70% dei treni in ritardo. Un’altra tratta con ritardi critica è la Salerno – Torino Porta Nuova: il 53% dei convogli sfora l’orario di arrivo. Rispetto alla tratta più significativa, cioè la Milano Centrale – Roma Termini e viceversa, i treni rilevati in ritardo sono rispettivamente il 18% e il 25%.
Va un po’ meglio per l’Alta Velocità di Italo: su 25 tratte, i treni arrivano in ritardo nel 20% dei casi. La tratta più critica è il collegamento tra Napoli Centrale – Venezia Mestre, con ritardi rilevati nel 40% dei casi. Anche la tratta Reggio Calabria Centrale – Roma Termini zoppica: qui i treni con ritardo sono il 38%. Anche sulla tratta fondamentale, cioè la Milano Centrale – Roma Termini, ci sono ritardi (nel 15% dei casi), ancora di più sulla Roma – Milano (circa per il 19% dei treni). Messi a confronto, Italo è in vantaggio per puntualità: in media i suoi treni sono in ritardo sono il 20% delle tratte monitorate, contro il 26% dei Frecciarossa.

Intercity maglia nera
La maglia nera va agli Intercity di Trenitalia, che accumulano ritardi nel 41% dei casi. La situazione è particolarmente critica nel collegamento tra Reggio Calabria Centrale e Salerno, con ritardi rilevati per oltre l’80% dei casi. Anche la tratta adriatica Lecce – Bologna Centrale e il collegamento Roma Termini – Taranto conoscono poco la puntualità: qui i ritardi si registrano in circa il 60% dei treni rilevati.
“Il super veloce Milano-Roma non esiste più”
“Il treno super veloce Milano – Roma non esiste più”, afferma poi Altroconsumo.
I tempi di percorrenza dei treni AV sono diventati più lunghi. E particolare è il dato sulla Milano Centrale-Roma Termini, sulla quale i tempi di percorrenza erano un tempo del suggestivo 2 ore e 59 minuti.
“Oggi quelle tempistiche non esistono quasi più: il percorso attuale è pari in media a 3 ore e 20 minuti, – spiega l’associazione – ma quando ci sono situazioni particolari, come i cantieri e i lavori (piuttosto frequenti), il viaggio supera le 4 ore o addirittura le 5 ore. Treni così lenti non si possono chiamare ad alta velocità, però i passeggeri continuano a pagarli a prezzo pieno”.

Rimborsi solo con ritardi di oltre mezz’ora
Altroconsumo punta poi i riflettori sui tempi degli indennizzi. A oggi l’Alta Velocità rimborsa parte del biglietto solo per ritardi superiori ai 30 minuti. Solo una piccola parte dei passeggeri viene rimborsato per i treni in ritardo. Mentre per tutti i treni fuori orario, ma sotto la soglia di 30 minuti, non è previsto nulla.
Altroconsumo chiede dunque che i rimborsi scattino già dopo solo 15 minuti di sforamento dell’orario.
Nel dettaglio, Altroconsumo chiede di fissare un indennizzo per tutti i tipi di treno e che questo scatti già dopo 30 minuti di ritardo (dopo 15 minuti per quelli ad Alta velocità). In questi casi l’indennizzo sia pari al 30% del costo del biglietto, mentre oggi non è previsto alcun tipo di indennizzo. Chiede inoltre:
- che sia riconosciuto un indennizzo del valore del 50% del costo del biglietto in caso di ritardo superiore a 60 minuti (dopo 30 minuti per l’AV);
- che ci sia il rimborso integrale del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. Ad oggi il rimborso del biglietto è previsto per un massimo del 50% e solo per ritardi superiori alle due ore;
- che i rimborsi siano accreditati in modo automatico (come di recente è stato stabilito per i ritardi dei treni regionali) e che il passeggero possa scegliere di avere il risarcimento in denaro o in forma di voucher.
Già a dicembre dello scorso anno, in una precedente indagine, l’associazione denunciava ritardi per un treno ad alta/media velocità su tre.

