Treni, ritardi e disservizi. Consumatori chiedono tariffe scontate per lavori in corso (Foto Pixabay)

Servono bonus per i pendolari e tariffe scontate per quei treni che viaggiano con tempi di percorrenza allungati a causa dei lavori programmati sulle tratte ferroviarie. Lavori che vanno fatti ma non devono sacrificare i diritti dei viaggiatori a causa di ritardi nei treni e disservizi legati alla manutenzione ferroviaria e ai cantieri in atto. Così Assoutenti, che interviene sul tema dei ritardi nei treni e sottolinea l’esistenza di disservizi legati ai lavori in corso.

Su diverse tratte sono partiti proprio il 15 settembre, due giorni fa, lavori programmati che portano a variazioni e limitazioni di percorso per alcuni treni Alta velocità, Intercity, Intercity Notte e Regionali.

Ieri una delle proposte messe sul tavolo da Altroconsumo è quella di rimborsare i biglietti ferroviari oltre i 15 minuti di ritardo per i treni Alta Velocità (oltre 30 minuti per gli altri) prevedendo un indennizzo pari al 30% del costo del biglietto. Ma non tutti sembrano d’accordo.

Lavori Pnrr rallentano i tempi di percorrenza

«La normativa europea prevede già rimborsi dei biglietti commisurati all’entità del ritardo, e dal canto suo l’operatore Trenitalia ha già abbassato la soglia del rimborso a 30 minuti – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Il vero problema, tuttavia, è un altro: i tempi di percorrenza dei treni che, a causa di lavori programmati sulla rete nell’ambito del Pnrr, si sono allungati a dismisura su numerose tratte ferroviarie».

Gli Intercity Genova–Milano sono passati da un’ora e mezza a oltre tre ore per la chiusura del ponte sul Po. L’Alta Velocità Roma-Napoli accumula quasi sempre un’ora di ritardo (e anche qui sono partiti lavori di manutenzione programmata che dureranno fino al 12 ottobre).

«I più penalizzati – prosegue Melluso – sono i pendolari, coloro cioè che tutti i giorni utilizzano il treno per raggiungere il luogo di lavoro o le scuole, e che pur trovandosi davanti a disagi e ritardi su percorsi brevi, restano esclusi dai rimborsi previsti dalla normativa europea».

Aumentare i bonus e introdurre sconti sulle tariffe

La proposta di Assoutenti è quella di aumentare del 50% i bonus in favore dei pendolari che subiscono ritardi e introdurre sconti sulle tariffe ferroviarie per i viaggiatori che utilizzano treni i cui tempi di percorrenza siano rallentati a causa di cantieri e lavori programmati sulla rete.

L’associazione proporrà, in occasione della legge di Bilancio, un emendamento per chiedere pari trattamento dei cittadini di fronte alla cantierizzazione della rete ferroviaria. “Un processo necessario e utile per la modernizzazione del Paese, ma che non può e non deve sacrificare i diritti fondamentali dei viaggiatori”, conclude l’associazione.

Il Codacons, da parte sua, chiede pari trattamento rispetto ai viaggiatori del trasporto aereo e sollecita “risarcimenti proporzionati all’entità del ritardo e alla lunghezza della tratta percorsa, a carico di tutti i gestori ferroviari nazionali e locali, al pari di quanto già avviene nel comparto del trasporto aereo, superando questa assurda disparità di trattamento tra viaggiatori”.

“Oggi chi viaggia in aereo gode di maggiori diritti rispetto a chi sceglie il treno e, in caso di ritardi all’arrivo, ottiene risarcimenti fino a 600 euro, a seconda della tratta – afferma il Codacons – Al contrario nel settore ferroviario i viaggiatori possono ottenere solo rimborsi minimi, dal 25% al 50% del prezzo del biglietto, a seconda dell’entità del ritardo accumulato dal treno. Eppure i disagi per i passeggeri che subiscono un disservizio come un ritardo alla partenza o all’arrivo sono i medesimi, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato”.

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