Voli “green”, Altroconsumo: compagnie aeree attuano comunicazione ingannevole (Foto Pixabay)

“Dietro la strategia di comunicazione che, sempre più spesso, contribuisce a far passare le compagnie aeree come società attente all’ambiente, si nasconde una realtà fumosa e ingannevole”. È quanto dichiara Altroconsumo che insieme al Beuc ha inviato segnalazioni all’Europa sulle strategie di comunicazione e di marketing ambientale di alcune compagnie aeree che hanno preso a presentare claim come “compensa le emissioni di CO2 del tuo volo” oppure descrizioni in cui il vettore di turno si vanta di avere una “flotta aerea green“.

Sono affermazioni che hanno una certa presa sui consumatori. Ma per Altroconsumo e altre associazioni sono “campagne di greenwashing” che si basano su affermazioni dubbie o comunque prive di evidenze scientifiche. E l’Europa vuole vederci chiaro.

La Commissione europea e le autorità della Ue per la tutela dei consumatori, appartenenti alla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) hanno infatti inviato a 20 compagnie aeree una lettera in cui individuano diversi tipi di asserzioni ambientali potenzialmente ingannevoli e invitano le compagnie ad allineare le loro pratiche al diritto dell’UE in materia di tutela dei consumatori entro 30 giorni.

Le strategie di comunicazione “green” delle compagnie aeree

Le compagnie, afferma Altroconsumo, “tendono a vendere biglietti con sovrapprezzo per finanziare l’uso di carburanti sostenibili, viaggi a CO2 compensata e voli a “emissioni nette zero” con l’escamotage di finanziare la riforestazione. Ma dietro la strategia di comunicazione che, sempre più spesso, contribuisce a far passare le compagnie aeree come società attente all’ambiente, si nasconde una realtà fumosa e ingannevole. Le informazioni sui siti sono, infatti, fuorvianti e prive di fondamenti scientifici”.

Le strategie di comunicazione attuate sono diverse ma cercano di far passare il messaggio che il trasporto aereo abbia una sostenibilità che a oggi non c’è.

Una strategia, spiega l’associazione, riguarda l’adozione di una politica per la quale attraverso il pagamento di una tariffa dedicata il consumatore può (potrebbe) contribuire a compensare le emissioni di CO2  con crediti di carbonio, carburanti alternativi o entrambi, oppure la proposta di pagare un contributo per lo sviluppo di carburanti “sostenibili”.

Alcune compagnie dichiarano emissioni di voli specifici relativamente basse rispetto alla media sui propri voli.

Altre riportano affermazioni secondo cui la compagnia si sta avviando a “emissioni nette zero” compensando le emissioni attraverso la riforestazione in alcune aree del mondo (spesso monocolture su terreni già forestali o prima coltivati).

Face pace con la coscienza

“Basta qualche slogan studiato ad hoc per far pace con la propria coscienza”, commenta Altroconsumo, accreditandosi come realtà attente all’ambiente attraverso le compensazioni delle emissioni di CO2 o il vanto di avere una “flotta aerea green”.

Comunicazioni di questo tipo hanno una certa presa sui consumatori, sempre più attenti all’impatto ambientale delle scelte d’acquisto e in balia dei costi extra dei voli, e sono in grado di influenzare il loro processo decisionale – spiega l’associazione – Chiedere un contributo ai consumatori per sostenere la causa della lotta alla crisi climatica è una pratica ormai consolidata messa in atto da diverse compagnie, ma è anche un modo per riversare la responsabilità dell’impatto ambientale sul singolo consumatore, così che i vettori riescano a ribaltare a proprio favore una situazione di scomodo, deresponsabilizzandosi”.

Oltre a una valutazione negativa sulle compensazioni ambientali, Altroconsumo spiega che si tratta di iniziative che non riescono a mitigare il danno provato dai viaggi aerei sull’ambiente.

Critica anche per il ricorso ai carburanti sostenibili perché “i carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) non saranno ancora disponibili su vasta scala almeno prima della fine del prossimo decennio – conclude l’associazione – Secondo un regolamento Ue dello scorso aprile, infatti, le quote di SAF messe a disposizione negli aeroporti degli Stati Ue dovrà essere del 2% nel 2025 e dovrà aumentare progressivamente, fino a raggiungere quota del 20% nel 2035 e fino a superare il 50% tra il 2045 e il 2050. Questo conferma che chiedere un contributo ai consumatori per supportare i carburanti “green” in questa fase è del tutto ingannevole”.

I “voli green” e le richieste di Altroconsumo

A fronte di questo tema, Altroconsumo chiede invece che vengano attuate delle misure a tutela dei consumatori e di una corretta comunicazione.

Per l’associazione “ le e compagnie aeree non dovrebbero utilizzare queste diciture per ingannare i consumatori con affermazioni che strizzano l’occhio al marketing attraverso claim che riguardano la sostenibilità”.

I viaggiatori devono avere una chiara informazione sugli investimenti delle compagnie aeree in progetti di protezione dell’ambiente, che non possono essere presentate come compensative dei voli, e le compagnie “devono inoltre dire in tutta trasparenza che volare non è sostenibile e non lo sarà ancora nel breve termine”.

A questo si aggiunge la richiesta di monitorare e sanzionare l’uso continuativo di slogan legati alla sostenibilità nel settore aereo. “Il pagamento di quote extra per tariffe “green” – conclude Altroconsumo – deve essere regolamentato: nel caso di slogan riconosciuti come ingannevoli, le compagnie dovrebbero rimborsare i consumatori per queste voci aggiuntive”.


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