Turismo organizzato, Pasqua e primavera: trend in crescita, aumentano le prenotazioni per le crociere (Foto Pixabay)

Con l’avvicinarsi di Pasqua e dei ponti della Primavera “tutti i trend del turismo organizzato registrano crescite significative”. Le vacanze con i tour operator vengono prenotate con largo anticipo e le guerre che sconvolgono il mondo sembrano avere un impatto relativo sui viaggi, se è vero che si riducono le crociere sul Nilo ma ci sono “prenotazioni consistenti”, seppure in calo, verso i soggiorni balneari nel Mar Rosso. Sono in crescita anche le crociere, con destinazioni preferite il Mediterraneo Occidentale e Orientale.

“I conflitti impattano relativamente, così come l’inflazione”. A tracciare questa fotografia è l’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi – l’Associazione del Tour Operating italiano che parla di una crescita dei ricavi nel settore.

Commenta Pier Ezhaya, Presidente Astoi Confindustria Viaggi: «Le prenotazioni per il periodo di Pasqua e ponti primaverili registrano una crescita dei ricavi dell’8% sul 2023 e la quasi totalità delle destinazioni coinvolte evidenzia un trend positivo. Il Turismo Organizzato registra crescite percentualmente più alte del turismo in generale, segno che è finalmente scelto dai consumatori per gli insostituibili valori che lo caratterizzano; infatti, è percepito dalle persone come fonte di garanzie, ma anche come canale dove riuscire a prenotare esperienze più personalizzate e difficilmente reperibili individualmente».

Per l’estate la sigla già stima una crescita dei ricavi del pari al 10% per il periodo estivo.

Pasqua e primavera, villaggi all inclusive e tour itineranti

“I fatturati relativi alle partenze del periodo che va da Pasqua al 1°maggio realizzano una crescita dell’8% rispetto al pari periodo del 2023. La tipologia di viaggio preferita verte da un lato sulla formula villaggio all inclusive, ideale per il segmento famiglie, dall’altro su tour itineranti a medio o lungo raggio, comprensivi di guide ed esperienze”.

Chi parte lo fa con prenotazione anticipata, mai così gettonata negli ultimi quattro anni: a Pasqua il 35% delle pratiche è stato prenotato con oltre 90 giorni di anticipo.

Astoi traccia un quadro delle mete estere preferite. In Europa c’è la riconferma dei viaggi verso l’Islanda, cui si aggiungono Irlanda, Paesi scandinavi e Portogallo.

“Nel medio raggio – scrive Astoi – il conflitto in Medio Oriente continua ad impattare sulle destinazioni colpite e sulle zone limitrofe, tra cui l’Egitto, anche se l’appeal di questa destinazione resta molto rilevante; in riduzione le crociere sul Nilo mentre si registrano prenotazioni consistenti (seppur in calo rispetto allo scorso anno) per i soggiorni balneari nel Mar Rosso, nei resort a Sharm el Sheikh e Marsa Alam. Nelle festività primaverili del 2024 non mancano le mete evergreen, Canarie e Capo Verde in primis, che salgono nel ranking sfruttando a proprio favore il calo del Mar Rosso”.

I viaggi più lunghi, o destinazioni a lungo raggio, si muovono sul doppio binario: i mari caldi e i viaggi di scoperta. Dunque Repubblica Dominicana, Maldive ed East Africa da un lato, dall’altro gli itinerari negli Stati Uniti e in Giappone ma anche in Thailandia, Sudafrica e tutto il Sudamerica.

Aumentano le crociere

Aumentano le prenotazioni nel settore crociere. Secondo CLIA, l’Associazione che riunisce le principali Compagnie di crociera, quest’anno in Italia si supererà la quota di 14 milioni di passeggeri movimentati contro i 13,8 milioni del 2023, con la conferma dell’Italia come principale meta europea. In crociera in primavera fra le destinazioni preferite ci sono il Mediterraneo Occidentale e Orientale, fino alle crociere più lunghe (sino a due settimane) in Portogallo, Marocco, Turchia, Grecia, isole Canarie e Azzorre.

I viaggi organizzati di primavera sono di circa 8 giorni e i costi medi a persona, aggiunge l’Osservatorio Astoi, variano da 1.150 euro per il prodotto generalista, a 1.600 euro per una vacanza in villaggio, salendo a 3.500 euro quando si tratta di viaggi su misura. Il rincaro sui servizi è stimato al 5% e secondo l’Osservatorio riguarda soprattutto i voli.


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