Sì ai conti a pacchetto. Bocciati quelli a consumo. Occhio all’anzianità dei c/c: nel corso degli anni, il costo è destinato a salire. Via libera alla comparazione per risparmiare. Anche quest’anno il CTCU ha effettuato la comparazione dei costi dei conti correnti a pacchetto allo sportello e online. Tre i profili presi in considerazione: giovani, famiglia con operatività media (228 operazioni/anno), pensionati con operatività bassa (124 operazioni anno).
Per i giovani, i costi variano, per il c/c tradizionale, da un euro (Conto Chili della Cassa di Risparmio) ai 151,38 euro all’anno; da zero (Conto Arancio della ING) a 140,60 euro all’anno per quello con operatività on line. Una famiglia con un’operatività media, può spendere dai 36 euro (Conto Yellow) ai 147,25 euro all’anno, allo sportello; da zero (Conto Arancio – Conto IW Bank) ai 102,46 euro all’anno, se online. Per gli anziani (124 operazioni/anno) si va dai 6 euro (Conto Italiano ZIP Base di MPS) ai 100,50 euro/anno, allo sportello e da zero ai 57,00 euro/anno, se online.
I confronti dei costi di conti correnti bancari sono sempre più necessari, per offrire ai consumatori una chiara e corretta informazione e quindi un’adeguata possibilità di scelta fra istituti diversi. Di questo pare finalmente essersene accorta anche l’Unione Europea. Verso la metà di aprile scorso il Parlamento Europeo ha, infatti, approvato una Direttiva sulla trasparenza dei conti correnti bancari, che dovrà essere recepita nei singoli Stati membri entro 24 mesi. La direttiva prevede che tutti i cittadini residenti in Europa abbiano diritto ad aprire un c/c di base, senza distinzione di nazionalità o luogo di residenza. Inoltre prevede che i consumatori abbiano accesso gratuito, in ciascun Stato membro, ad almeno un sito internet per la comparazione dei conti correnti che risponda a determinati requisiti qualitativi e infine che chiunque decida di aprire un conto bancario debba essere posto in grado di capirne i costi e i tassi di interesse applicati e di confrontare le offerte. Questa informazione dovrà essere chiara e standardizzata in tutta l’UE. Peccato che il conto di base, nato in Italia da un’iniziativa del Governo già nel 2011, non sia di fatto mai decollato e le banche si guardino bene dal proporlo ai propri clienti, soprattutto a quelli che ne avrebbero maggior bisogno.
“Siamo ovviamente soddisfatti che anche il Parlamento Europeo preveda di potenziare l’informazione ai consumatori e le comparazioni dei costi dei conti bancari. Peccato che in Italia passerà sicuramente molto altro tempo prima di avere un efficace sistema di comparazione dei costi, vista anche l’estrema confusione e scarsa chiarezza presente in numerosi prodotti e fogli informativi delle banche. Il consiglio spassionato che possiamo dare ai consumatori è quello di controllare sempre molto bene gli estratti conto dei conti e di chiedere assistenza in caso di addebiti di commissioni e costi non chiari” commenta il direttore del CTCU, Walther Andreaus.

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