Fino al prossimo 28 novembre Torino ospiterà la mostra itinerante di Poste Italiane ‘150 anni dedicati al futuro’. Attraverso questa mostra l’azienda vuole condividere con i cittadini e le istituzioni l’incontro tra passato e futuro e il percorso che Poste Italiane ha compiuto in un secolo e mezzo di storia, accompagnando la crescita dell’intera società e del Paese con spirito di servizio e idee innovative.Nello scenario dell’evento convivono e dialogano il passato, il presente e la visione del futuro di Poste Italiane che ha scelto un linguaggio e una comunicazione fortemente innovativi anche per la realizzazione dell’allestimento: una tensostruttura di nuova generazione composta da due cupole collegate tra loro. Le cupole sono di un materiale speciale che permette di realizzare gli effetti luminosi garantendo l’oscuramento dell’interno anche in pieno giorno. La prima (24 metri di diametro; 365 mq di superficie) ospita la parte dedicata al passato e al presente di Poste Italiane e, attraverso le più moderne tecnologie, illustra il percorso che ha portato l’azienda a diventare quello che è oggi e l’ampia offerta di innovazioni. Un tunnel collega poi alla seconda cupola (14 metri di diametro; 120 mq di superficie), dedicata al futuro nella quale vengono descritti gli scenari futuribili della comunicazione e della vita di ogni giorno, attraverso immagini e animazioni suggestive con cui il visitatore può interagire.
Poste celebra il passato senza dimenticare il presente ed il futuro. Tra le novità, infatti, figura il ‘postino telematico’, portalettere che dotato di palmare, stampante e pos porterà, su richiesta, direttamente a casa dei clienti i servizi postali, finanziari e di pagamento. Inoltre, nei prossimi mesi verrà ampliata l’offerta di servizi tecnologici con la consegna dei principali certificati anagrafici. L’iniziativa, denominata “Sportello Amico”, è già partita in alcune città quali Roma, Milano e Firenze. Infine, proprio a Torino sarà inaugurato il primo data center di quarta generazione in Italia che permetterà di utilizzare servizi di ‘cloud computing’ per quanto riguarda, per esempio, i pagamenti elettronici”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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