Dal 13 novembre scorso è operativa la nuova procedura introdotta dal decreto legge 29/2012 per migliorare l’accesso al credito d’imprese e famiglie. Con l’emanazione, infatti, del provvedimento di Bankitalia, sono state integrate le disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, introducendo la nuova sezione VI-bis che disciplina la segnalazione del prefetto all’Abf. La nuova procedura ha l’obiettivo presidiare la correttezza e la buona fede degli intermediari nella valutazione del merito creditizio e nella gestione del credito. Grazie alla nuova disciplina, il cliente può chiedere al prefetto di avviare la speciale procedura, qualora contesti alla banca l’erogazione mancata, ridotta o revocata di un finanziamento, oppure l’inasprimento delle condizioni applicate o altri comportamenti concernenti la valutazione del merito creditizio.
Il prefetto, ricevuta l’istanza, redige un’informativa sul merito della stessa e invita la banca a fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza del credito. Questa è tenuta a formulare proprie osservazioni, entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta. A questo punto, il prefetto predispone una relazione con la quale motiva le ragioni per le quali ritiene necessario sottoporre la questione all’Abf. Quindi, invia la segnalazione all’arbitro, insieme a copia di tutta la documentazione, oltre che per conoscenza al cliente e alla banca. Il collegio arbitrale si pronuncia entro 30 giorni dalla ricezione, con particolare riguardo alle responsabilità derivanti dalla diligente applicazione dei principi di correttezza e buona fede dell’intermediario, e comunica la decisione alle parti e al prefetto. Nel caso in cui sia accolto il ricorso, in tutto o in parte, l’intermediario deve adempiere nei termini stabiliti dall’Abf. Resta ferma la facoltà per entrambe le parti di ricorrere all’autorità giudiziaria. In ogni caso, l’eventuale inadempienza dell’intermediario è pubblicata sul sito dell’arbitro e su due quotidiani.
Oggi Confconsumatori Puglia ha scritto ai prefetti pugliesi per invitarli a voler dare attuazione a tale nuova normativa, “sia pubblicizzando presso i cittadini questo Vostro nuovo potere di intervento, sia apprestando gli Uffici con le risorse umane necessarie per erogare questo nuovo servizio”.


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