Il Codacons interviene sull’emergenza dell’acqua all’arsenico nel Lazio, chiedendo con urgenza alla Regione di partecipare all’incontro previsto per stasera alla Pisana. “E’ sconvolgente che un’Associazione dei consumatori come il Codacons, che ha già vinto una azione collettiva al Tar facendo ottenere risarcimenti agli utenti, e che sul problema dell’arsenico nelle acque potabili combatte da anni e ha ricevuto procura da oltre 3mila residenti in regione, non sia stata convocata all’incontro di oggi” afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi.
“Abbiamo dunque chiesto alla Regione di convocarci immediatamente ai sensi della legge 241/90 avvisando che, in caso di mancata presenza degli utenti, qualsiasi decisione che emergerà dalla riunione di stasera alla Pisana verrà impugnata al Tar del Lazio poiché adottata in mancanza della partecipazione dei soggetti interessati”.
Il Codacons critica poi duramente il Ministro della Salute Renato Balduzzi colpevole di aver minimizzato i pericoli per la salute umana derivanti dalla presenza di arsenico nelle acque e negli alimenti. “Forse il Ministro pensa che l’arsenico in eccesso nel pane sia come una fucilata? – ironizza Carlo Rienzi – Ovvio che mangiare una pagnotta con arsenico non uccide seduta stante, ma è la concentrazione di questo veleno nel sangue, a lungo andare, ad uccidere. Evidentemente il Ministro ignora – e per questo stiamo valutando di denunciarlo per diffusione di notizie false e tendenziose, aggiunge il Codacons – che solo lo scorso gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che un’esposizione prolungata nel tempo all’arsenico contenuto nell’acqua potabile e nel cibo può causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, effetti sullo sviluppo, danni al sistema nervoso e diabete. E sempre secondo le stime effettuate dall’OMS, in Bangladesh a partire dagli anni ‘70 almeno 35 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata con piccolissime quantità di arsenico, circostanza che, in base allo studio Health Effects of Arsenic Longitudinal Study, è stata sufficiente a provocare il 21% delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite a malattie croniche (in prevalenza, tumori al fegato, cistifellea e pelle e malattie cardiovascolari). Sulla questione dell’arsenico nelle acque potabili del Lazio, l’associazione sta organizzando una conferenza stampa per sabato prossimo a Viterbo.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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