Attilio Befera è allo stesso tempo presidente di Equitalia e Direttore dell’Agenzia delle Entrate: una doppia carica che non piace a Codici, per la quale è necessario intervenire contro il conflitto di interessi che questa situazione alimenta. L’associazione parte dai problemi creati da Equitalia, agenzia di riscossione che finisce a ciclo continuo nell’occhio del ciclone per i metodi di riscossione utilizzati, e snocciola un drammatico elenco di persone, imprenditori e artigiani che si sono uccisi, o hanno tentato di farlo, perché vessati dalle richieste di pagamento.
Si tratta, afferma Codici, dei “segni tangibili di una realtà molto drammatica, nella quale sarebbe auspicabile una società di riscossione più sensibile alle esigenze dei cittadini, a volte disperati, e che abbia metodi di riscossione che non prevedano interessi da capogiro, che fanno lievitare le cartelle fino a cifre esorbitanti. Ma le problematiche relative all’agenzia di riscossione si legano anche al conflitto di interessi che ruota intorno ad Attilio Befera: la persistenza di un sistema incoerente, che vede la stessa persona, come Direttore dell’Agenzia delle Entrate, proporre le normative, e come Presidente Equitalia, applicare le stesse disposizioni, è assolutamente inaccettabile”.
Nelle mani di una sola persona si concentrano forti poteri e questo non fa che alimentare le domande: “Non si rischia in questo modo di far crescere un dilagante conflitto di interessi? E’ giusto che le regole inerenti a provvedimenti e simili vengano stabilite all’interno della struttura che le mette in pratica? E infine, non sarebbero auspicabili le dimissioni di Befera da uno dei due ruoli?”.
“Per questi motivi – dichiara Ivano Giacomelli, segretario Nazionale dell’associazione – Codici chiede al nuovo Governo la rimozione di Attilio Befera dalla direzione dell’Agenzia delle Entrate”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

5 thoughts on “Codici: rimuovere Befera dall’Agenzia delle Entrate

  1. Si sieda su quante poltrone vuole, basterebbe che riuscisse a far pagare la tasse a chi non le paga, in modo che conseguentemente sia possibile ridurle

  2. Con tutta la disoccupazione giovanile è una VERGOGNA che ci siano dei superburocrati che occupano più poltrone e sopprattuto con conflitto di interessi.

  3. CONDIVIDO PIENAMENTE LA GESTIONE DEGLI ENTI PUBBLICI NON PUO’ESSERE AFFIDATA AD UNA SOLA PERSONA.
    ANOMALIA SOLO ITALIANA CHE NELLO STESSO ENTE (AGENZIA ENTRATE) SI IDENTIFICA STATO ACCERTATORE-IMPOSITORE -RISCOSSORE E SANZIONATORE-
    TUTTI SONO CONVINTI CHE LE FUSIONI DELLE AGENZIE FISCALI SONO STATE DELLE MIOPI ED ABERRANTI SCELTE POLITICHE.

  4. Poverino, con la faccia che si ritrova … si permette di fare la morale alla povera gente che non può pagare le tasse… mentre lui si può permettere di avere 2 incarichi (innegabilmente conflittuali ) di direttore e presidente … come dire: lui se la canta … lui se la suona . L’italia per coloro che fanno politica, perchè non saprebbero altrimenti cosa fare, rimane il paese di Bengodi. E sarà sempre così purtroppo. Vedi anche i deputati italiani al parlamento europeo che a detta di quelli di altri paesi europei sono considerati incompetenti, inutili e messi lì solo per rubarsi lo stipendio (e questo anche se non sono presenti)

Parliamone ;-)

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