L’Antitrust europeo ha stabilito multe per 427 milioni di euro alla casa farmaceutica francese Servier e ad altre 5 aziende produttrici di medicinali generici per aver fatto accordi allo scopo di bloccare la concorrenza e agevolare la vendita del popolarissimo Perindopril, un farmaco che regola la pressione sanguigna. Secondo l’Antitrust la Servier e le altre aziende hanno “sistematicamente acquistato ogni possibile competitor pur di evitare che minacciasse la propria leadership sul mercato”. Una condotta – ha sottolineato il commissario Joaquin Almunia – “chiaramente abusiva e contraria alla libera concorrenza” che ha finito per danneggiare i pazienti, i sistemi sanitari nazionali e le tasche dei contribuenti. “Le compagnie farmaceutiche – ha aggiunto – dovrebbero concentrare i loro sforzi sul fronte dell’innovazione e della competizione piuttosto che ottenere extra-profitti dai loro pazienti”. Oltre alla Servier, sono state sanzionate dalla Commissione Niche/Unichem, Matrix, Teva, Krca e Lupin.
 
La notizia ha suscitato scalpore e commenti anche nel nostro Paese. “Alcune case farmaceutiche sembrano fare la guerra degli extra profitti, considerando il mercato, e l’introito economico, come unico fine – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici  – Ma in mezzo ci sono i pazienti, che non devono subire le conseguenze di accordi illeciti o comportamenti irregolari. Ultimamente ci sono stati altri casi di multe ad aziende farmaceutiche e sospetti di accordi scorretti, si pensi al caso di Novartis e Roche, come se solo ora stessero uscendo fuori delle problematiche già esistenti da tempo. L’operato dell’Antitrust europeo è lodevole, perché dimostra l’impegno nel portare regolarità e giustizia in un settore forse scarsamente disciplinato. Quello che ora ci chiediamo è questo: come mai le “magagne” emergono solo adesso? Se ci sono delle responsabilità, queste devono emergere e devono emergere i soggetti che hanno perpetrato una situazione di scarsa regolamentazione o controllo”.


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