I conti correnti on line si confermano più convenienti rispetto a quelli allo sportello. E’ quanto evidenzia l’indagine condotta dal CTCU in relazione ai sei profili “tipo” fissati dalla Banca d’Italia secondo la quale nonostante la convenienza dell’online sia ormai palese, vi sono ancora molti consumatori, soprattutto adulti e pensionati, che preferiscono mantenere il proprio conto tradizionale allo sportello, andando però così incontro a maggiori spese e costi di gestione.
Nel dettaglio, per quanto riguarda i “conti giovani”: il costo a pacchetto di un conto con operatività allo sportello varia da un euro (Conto Chili della Cassa di Risparmio) a 127,38 euro all’anno e da zero (Conto Corrente Arancio della ING) a 79,25 euro all’anno per quello con operatività on line. Nel caso di un “conto famiglia con operatività media” (228 operazioni all’anno) i costi variano dai 24 euro (Che Banca) ai 147,25 euro all’anno, allo sportello e da zero (Conto Corrente Arancio – Conto IW Bank – Conto 4more della Cassa Rurale di Renon) a 102,46 euro all’anno, se on line. Per quanto riguarda infine un “conto pensionati con operatività bassa” (124 operazioni/anno) si va dai 6 euro (Conto Italiano ZIP Base di MPS) ai 100,50 euro/anno, allo sportello e da zero ai 57,00 euro/anno, se on line.
Dall’indagine è emerso anche che alcune banche aggreghano più conti in un unico foglio informativo, oppure non espongano ISC distinti per le varie tipologie di conto, facendo un percorso inverso rispetto a quello sopra delineato: anche questa prassi non aiuta la trasparenza, ma mette in confusione il potenziale cliente, il quale non riesce più a capire se un conto costi per lui “zero” o “cento”. Vi è poi la strana storia dei “conti per consumatori” che indicano valori di ISC (indicatore sintetico di costo) davvero spropositati, a volte fuori dalla realtà: si va dai 273 della BTB (conto a operatività bassa – 112 operazioni) agli addirittura 880,57 euro del “conto consumatori” di Banca Sella (per il profilo: famiglie con alta operatività). Ci si chiede se davvero tali conti vengano appioppati a qualcuno, ma vista l’offerta vi è da pensare che a qualcuno possa anche capitare.
Secondo il CTCU, la tariffe bancarie dovrebbe essere più chiare e trasparenti in modo da consentire facili confronti tra le offerte: a questo punto sarebbe necessario mettere a disposizione dei consumatori un comparatore on line delle offerte, sulla falsariga del Trovaofferte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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