Il Giudice di Pace di Pescara ha condannato Eni al pagamento di un indennizzo pari ad € 480,00, oltre alle spese legali, in favore di un cittadino che, dopo un passaggio a ENI, si era visto recapitare solo dopo una anno e sei mesi la prima bolletta e di ben € 445, non aderente ai reali consumi e alla tariffa promessa. Il consumatore si era rivolto al Movimento Difesa del Cittadino dopo aver più volte sollecitato, senza successo, l’emissione di fatture regolari.
Dal canto suo, Eni aveva ammesso sì di avere un problema con la fatturazione legato al rapporto con il distributore, tuttavia, rifiutava di pagare l’indennizzo previsto dalla delibera n. 164/2008 AEEG, poiché dichiarava di essere esente in ragione di un’altra delibera (n.239/2010 AEEG) che ammetteva un periodo di sospensione dell’indennizzo per errata periodicità di fatturazione. Verificate tutte le condizioni dell’istanza, il Tribunale ha però dato ragione al cittadino in quanto non solo la delibera non aveva più valore nel momento in cui si sono verificati i fatti, ma il comportamento stesso dell’Eni non è stato corretto nei confronti dell’utente. Le due condizioni vantaggiose prospettate per abbandonare il vecchio contratto con Enel erano sostanzialmente due e mai attuate: una tariffa migliore  e un aumento di potenza da 3 a 4 KW.

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