Non si è voluto trovare una soluzione ai disagi dei pendolari di Minturno Scauri e del Sud Pontino. Torna a denunciare lo stato del trasporto ferroviario del Lazio, e i disagi dei viaggiatori diretti verso la cittadina della provincia di Latina, l’associazione Pendolari Stazione Minturno Scauri: i cittadini sono costretti a subire tempi di percorrenza lunghi, convogli affollati, treni soppressi, rotture di carico. 

L’associazione “prende atto – si legge in una nota – dell’esaurimento in tutti i sensi  della cosiddetta fase di interlocuzione, da noi mai condivisa, che la Regione Lazio, Trenitalia e RFI hanno inteso percorrere durante questi mesi per sostenere un modello di trasporto basato sulla rigida regionalizzazione del servizio con rotture di carico per i pendolari che attraversano le due regioni nelle stazioni di confine (inizialmente la stazione di Minturno Scauri non era in nessun modo considerata parte integrante del trasporto regionale Lazio)”.

L’associazione denuncia che le rappresentanze dei pendolari non sono state convocate in Regione in vista del cambio di orario di giugno. E ribadisce quanto è stato lamentato nei mesi scorsi: viaggiatori costretti a viaggiare su convogli affollati, treni soppressi, tempi di percorrenza allungati, presenza di “rotture di carico” – è quello che si verifica quando in pratica i passeggeri sono costretti e scendere dal treno e a prendere un altro treno o un altro vettore.

Denuncia la sigla: “La mancata convocazione delle rappresentanze dei Pendolari, delle Associazioni e delle Amministrazioni locali nella imminenza del cambio del prossimo 11 giugno rende chiaro e palese quanto denunciato e affermato in questi mesi: si è assistito solo ed esclusivamente alla scelta di non  voler procedere alla concertazione per trovare soluzioni ai disagi dei pendolari/utenti, che con le loro lotte hanno coinvolto le amministrazioni locali, riportando la stazione di Minturno Scauri nella rete regionale del Lazio e ottenuto una revisione dell’orario del 12 dicembre”.

Nessuna concertazione dunque secondo i pendolari, nonostante la richiesta fatta nei mesi scorsi. “Ribadiamo, ancora una volta, il giudizio sicuramente non positivo – concludono i pendolari di Minturno Scauri – dato nel precedente incontro in Regione del 14 febbraio scorso sull’orario in vigore supportati dai reclami fatti dai viaggiatori che indicano ancora la presenza di rotture di carico, superaffollamento di convogli, allungamento eccessivo dei tempi di percorrenza, soppressione dei treni e un servizio non sufficientemente calibrato sugli orari di entrata e uscita dei lavoratori su tutta la linea”.


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