Solo 50 posti a sedere, senza aria condizionata, per un transito di circa 400 mila viaggiatori ferroviari al giorno.

Il contenzioso fra la Confconsumatori e la Grandi Stazioni SpA sull’annosa questione degli spazi della Stazione di Milano Centrale, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Da un attento esame degli elaborati grafici e delle piantine della Stazione Centrale di Milano, è emerso un dato allarmante: “il rapporto di proporzionalità” fra spazi pubblici destinati al servizio ferroviario e spazi pubblici concessi per usi differenti dal primo, non è in alcun modo rispettato.

Grandi Stazioni S.p.A. ha riservato unicamente 50 posti a sedere, tutti all’aperto e quindi privi di aria condizionata (in estate) e/o di riscaldamento (in inverno). Davvero poca cosa se si prende in considerazione il fatto che dalla Stazione Centrale di Milano transitano 140 milioni di viaggiatori all’anno.

Preso atto di questa realtà, Confconsumatori ha avvito le procedure per ricorrere all’istituto processuale della class action pubblica per chiedere al T.A.R. Milano sia di accertare la lesione diretta, concreta ed attuale degli interessi degli associati utenti/pendolari di Confconsumatori per la violazione degli standard qualitativi stabiliti per la concessionaria di servizio pubblico Grandi Stazioni Retail S.p.A., sia di condannare la Società ad adeguare l’uso degli spazi in gestione nel pieno rispetto dell’interesse dell’utenza, e quindi di aumentare le sale e/o spazi attrezzati per l’attesa dei viaggiatori in arrivo ed in partenza, nonché di provvedere a ripristinare il preesistente sistema d’informazione sugli orari dei treni in arrivo ed in partenza (tabelloni) o comunque a predisporne uno di corrispondente dimensione ed efficacia.

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