Sono in pieno svolgimento in tutta Europa le iniziative legate alla Settimana della Mobilità che quest’anno ha come tema “La mobilità intelligente e sostenibile – Un investimento per l’Europa” e come slogan “Smart Mobility. Strong Economy”. Adiconsum ricorda che entro il 18 novembre 2016 l’Italia dovrà recepire le norme della direttiva europea DAFI per sviluppare il mercato dei combustibili alternativi nel settore trasporto e le rispettive infrastrutture.

“La Settimana della mobilità è occasione per ricordare alle istituzioni e per informare i consumatori – dichiara Walter MEAZZA, presidente di Adiconsum nazionale – che entro il 18 novembre 2016, gli Stati Ue e l’Italia dovranno recepire le norme della direttiva 2014/94/Ue del 28 ottobre 2014 (DAFI) adottando un quadro strategico nazionale per sviluppare il mercato dei combustibili alternativi nel settore trasporto e le rispettive infrastrutture, la cui applicazione dovrebbe garantire la riduzione della dipendenza dal petrolio, la diminuzione dell’impatto ambientale nel settore dei trasporti, e anche, ci auguriamo, la fine di quei conflitti da esso scaturiti ed alimentati. La direttiva ha una valenza strategica, perché stabilisce i requisiti per la costruzione di infrastrutture e relative modalità di accesso validi in tutta Europa e per tutti i combustibili alternativi.

“Dall’analisi da noi condotta, però – denuncia Mauro Vergari del settore trasporti di Adiconsum – abbiamo constatato che nella bozza di recepimento sono stati inseriti una serie di articoli aggiuntivi, come le agevolazioni riservate solo al GNL e al GNC, che non rispettano la neutralità di trattamento tra i combustibili alternativi, la quale rappresenta invece il cuore della direttiva europea. Adiconsum non è contraria allo sviluppo del gas naturale ed è favorevole allo sviluppo neutrale di tutti i combustibili alternativi – precisa Meazza – ma ritiene che sarebbe più opportuno incentivare chi garantisce ZERO emissioni di CO2 e particolato, come l’elettricità da fonti rinnovabili, che invece nella bozza di decreto viene addirittura penalizzata, legando la crescita delle stazioni di ricarica stradali per auto elettriche alla esigenze di mercato e limitando gli adeguamenti edilizi per la ricarica residenziale ai fabbricati di almeno 50 unità abitative”.

“Il tema della mobilità sostenibile è un tema strategico per i consumatori italiani e per il Paese – conclude Meazza –  e non può essere affrontato, come fatto sinora, nelle segrete stanze del Ministero dello Sviluppo Economico. Auspichiamo che il testo venga modificato sulla base dei contributi forniti da tutti gli attori coinvolti, consumatori in primis. Per questo chiediamo al Governo di essere auditi quanto prima”.


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