Perché i giovani leggono poco i quotidiani? Un gruppo di liceali, universitari, e ricercatori ricercatori spiegherà i motivi direttamente agli editori dei giornali. Il faccia a faccia avverrà giovedì 10 aprile, dalle 14:30 alle 18:00, nella sede della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), in via Piemonte 64 a Roma. Ad organizzare questo brainstorming innovativo,  “Atelier – Collaboratorio di Intelligenza Connettiva”, è l’Osservatorio TuttiMedia e Media Duemila, in collaborazione con la Fieg.“Vogliamo capire perché i giovani non amano il mondo raccontato dai giornali”, ha spiegato il professore Derrick de Kerckhove, uno dei promotori dell’iniziativa. “La strada più semplice e diretta è chiedere la causa di questo disamore direttamente a loro”, ha aggiunto de Kerckhove.
L’obbiettivo è analizzare le criticità dell’informazione sulla carta stampata, anticipare i cambiamenti e produrre documenti al fine di creare un prodotto editoriale attraverso la condivisione. I giovani saranno ascoltati da: Giulio Anselmi (presidente Fieg), Paolo Liguori (direttore editoriale Tgcom24), Lella Mazzoli (direttore della scuola di giornalismo di Urbino), Silvia Leonzi e Giovanni Ciofalo (La Sapienza Università di Roma), Cesare Protettì (Università Lumsa di Roma), Renata Palma (Unione Giornalisti Italiani Scientifici), Ernestina Monaco (Liceo Tasso di Roma), Mariella Fanizza (Liceo A. Volta di Bari) Maria Pia Rossignaud (Media Duemila – Osservatorio TuttiMedia).

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

1 thought on “Perchè i giovani non leggono i giornali. Ne parlano studenti ed editori

  1. Considerando che l’informazione attraverso i quotidiani è viziata dall’appartenenza dell’editore a questo o quel Partito di destra,centro o sinistra fanno bene i giovani a non leggere i quotidiani.La carta stampata non sa essere obiettiva pertanto le informazioni sono tendenziose e diseducano ad una valutazione imparziale delle notizie che forniscono.OK giovani pensate e valutate con la vostra testa osservando ciò che vi circonda senza seguire i vari Sallusti e simili.La vita reale è la migliore guida!

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