L’annuncio dell’apertura di un’indagine da parte dell’Istituto di Vigilanze sulle Assicurazioni per comprendere l’ampiezza del fenomeno delle polizze vita dormienti ha suscitato grande approvazione da parte del mondo consumeristico associativo. assicurazioniRiteniamo estremamente positivo che l’Autorità abbia deciso di dar corso a questa inchiesta. Anche l’indicazione del 31 maggio 2017 come termine entro cui le imprese assicurative debbono fornire i dati necessari allo svolgimento dell’indagine ci sembra ragionevole”, ha commentato Giampaolo Petri, responsabile del settore assicurativo per Konsumer Italia.

Le polizze vita dormienti sono tutte quelle polizze che, giunte a scadenza, non sono mai state liquidate perché il titolare o i beneficiari non ne hanno fatto richiesta. Il capitale accumulato, giace perciò presso le compagnie in attesa dello scadere del termine di prescrizione. Dopo dieci anni dal decesso dell’assicurato, infatti, le somme non liquidate agli aventi diritto vengono versate a CONSAP.

Giudizio positivo anche per l’invito dell’Istituto di Vigilanza a prendere esempio dall’esperienza francese: in Francia, infatti, le compagnie hanno accesso al registro anagrafico della popolazione e sono tenute a consultarlo per verificare i decessi degli assicurati ed eventualmente procedere al reperimento degli eredi e dei beneficiari. In questo modo, “circa cinque miliardi di euro sono stati portati alla luce”, prosegue Petri, “Praticamente una piccola manovra finanziaria. In Italia è in fase di istituzione l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e si potrebbe senz’altro indurre le imprese ad adottare lo stesso procedimento”.

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