Crisi e diffusione delle energie rinnovabili stanno modificando in maniera irreversibile il mercato dell’energia provocando prezzi in discesa e contrazione della domanda nei settori tradizionali. È questo il panorama tutt’altro che roseo che è emerso dalla Relazione annuale di GME (Gestore Mercati Energetici) presentata questa mattina. Il quadro tracciato mostra un 2013 impegnativo per tutte le economie europee ed in particolare per i mercati dell’energia. La fase di recessione che ha investito l’Europa dal 2008 non si è ancora arrestata e ha determinato sui mercati energetici una forte contrazione dei consumi. Alla crisi della domanda e alla mancata ripartenza delle attività produttive si sommano altri due fattori: il potenziamento delle fonti rinnovabili e la diffusione dello shale gas, estratto dalle rocce con la fratturazione idraulica.
Massimo Ricci, Amministratore Delegato di GME, ha commentato la cosa affermando che “tutti questi fattori stanno contribuendo a cambiare i contratti long term legati all’andamento del prezzo del petrolio (con prezzi più alti) a favore dei mercati spot dove c’è più concorrenza e i prezzi sono più bassi”.
Gli effetti sono particolarmente evidenti nel settore elettrico dove il Pun (il Prezzo Unitario Nazionale) nel 2013 interrompe la tendenza al rialzo degli ultimi anni ritornando ai minimi del 2006 con un valore pari a 62,99 euro a Mw/h (-16,6%) ed assume proporzioni ancora più consistenti se si guardano i dati del primo semestre del 2014 (52,39 € Mw/h). “La forte riduzione del prezzo e il calo della domanda avvicinano sempre più il mercato italiano a quello degli altri paesi transfrontalieri”, commenta Cosimo Campidoglio, Responsabile Analisi e Monitoraggio di GME che aggiunge: “Cambia anche la micro struttura dei prezzi: i livelli medi mensili di prezzi e volumi sono sempre meno distanti, il rapporto ore di picco/fuori picco scende ai minimi storici e si riduce la possibilità per gli operatori di agire in assenza di concorrenza”. Il risultato è un calo generalizzato delle quotazioni. Troppo presto comunque per avere una riduzione in bolletta anche per l’utente finale.
Di Elena Leoparco


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