Ormai siamo abituati: da qualche anno, quando si parla di tasse sugli immobili, il caos regna sovrano. Oltre ai nomi più bizzarri che spuntano fuori, il problema vero è che non si riesce mai a capire quanto e quando bisogna pagare. Il copione è sempre lo stesso: tra annunci e rinvii, si assiste ad un rimpallo di notizie. La stessa cosa sta succedendo per la Tasi, ovvero la nuova tassa sugli immobili che sostituisce l’Imu e che dovrebbe scadere il 16 giugno (la prima rata). Ma la maggior parte dei Comuni non ha ancora indicato l’ aliquota che applicherà per il conteggio della tassa e il termine ultimo per la comunicazione è il 23 maggio.
Il Governo sta quindi cercando una soluzione. Si pensa ad uno slittamento della scadenza a settembre ma c’è un noto da sciogliere: le esigenze di cassa di quei Comuni che hanno stabilito l’aliquota, per cui il Governo dovrebbe anticipare i soldi.
A lanciare l’allarme è Piero Fassino Presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, secondo cui se il Governo decidesse di èrorogare la scadenza del pagamento della prima rata dovrebbe anticipare ai Comuni almeno 2 miliardi di euro per non bloccare stipendi e servizi.
L’altra opzione che si sta valutando è quella di un rinvio solo per quei Comuni che ancora non hanno deliberato in merito. Ma questo vorrebbe dire che alcuni cittadini pagheranno a giugno ed altri a settembre. Uno scenario assolutamente improponibile per la disparità di trattamento che andrebbe a creare, come denuncia il Codacons. “Ancora una volta la Pubblica Amministrazione è deficitaria nei confronti dei contribuenti – afferma il Presidente dell’Associazione dei consumatori Carlo Rienzi – contribuenti ai quali lo Stato chiede sforzi economici e il pagamento delle tasse senza però fornire elementi certi per adempiere i propri doveri”.

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Redazione
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1 thought on “Tasi, ancora un rebus per gli italiani: rinvio o non rinvio?

  1. Il ritardo dei comuni non sarà dovuto al fatto che aspettano prima di vedere quanto sarà loro assegnato dallo Stato Centrale e,di conseguenza decidere di quanto “mazzolare” i cittadini?

Parliamone ;-)

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