TURISMO. Bologna, giudice di pace condanna Alpitour
Una spiaggia da favola dell’isola di Fuerteventura, nelle Canarie, aveva "conquistato" una
signora di Bologna, che aveva visto la foto del luogo su un catalogo ed aveva acquistato il viaggio proposto dal tour operator Alpitour. La vacanza nascondeva però un problema: l’acqua del mare non sarebbe stata balneabile e la foto, secondo l’accusa sollevata dal Codacons "sorvolava" proprio sul cartello con il divieto di balneazione. E così Alpitour è stata condannata dal giudice di Pace di Bologna, Franca Ugolini, a sborsare la somma di 300 euro, oltre a 822,58 euro per le spese legali e a 584 euro di rimborso per la spesa del viaggio sostenuto per aver provocato un danno da "vacanza rovinata". Ne ha dato notizia il Codacons.
Il Gruppo Alpitour ha fatto sapere che tutte le immagini presenti sui suoi cataloghi viaggi "sono coerenti con il contenuto dei prodotti". In particolare, il tour operator ha precisato che sia il testo che le fotografie pubblicate per descrivere la struttura del catalogo "rispecchiano assolutamente l’offerta: nei testi si parla infatti di spiaggia a 50 metri dall’albergo, e non di "lunghe spiagge di sabbia", e per questa spiaggia non vige assolutamente alcun divieto di balneazione".
Il Codacons ha ricordato ai consumatori di far valere subito i propri diritti: in caso di pacchetto turistico si hanno solo 10 giorni lavorativi dal rientro per inoltrare reclamo al tour operator. La richiesta di rimborso va sempre inviata con raccomandata A/R ed è utile conservare la documentazione del torto subito: possono essere utili foto e filmini o, come nel caso della sentenza di Bologna, le foto del catalogo.
