AGRICOLTURA. Kiwi, l’impegno della regione Piemonte per difendere la qualità del prodotto
"L’anticipo ingiustificato della raccolta di kiwi in Piemonte può determinare l’immissione sul mercato di prodotti caratterizzati da un contenuto insufficiente di zuccheri". Lo ha affermato l’Assessore all’Agricoltura della regione, Mino Taricco, sottolineando come il sostegno alle produzioni di qualità costituisce, da sempre, un punto fermo nelle politiche agricole del Piemonte.
L’Assessore ha ricordato, in una nota, che la normativa di settore prevede un livello zuccherino minimo, sia in fase di condizionamento dei frutti, sia di commercializzazione, il cui mancato raggiungimento comporta sanzioni da parte dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e delle altre istituzioni incaricate della sorveglianza.
E’ stata concordata con le Province e con l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) un’intensificazione dei controlli che verranno effettuati con la massima ampiezza e rigore. Il Settore Fitosanitario Regionale, inoltre, si limiterà a concedere il certificato previsto dalla vigente normativa internazionale solo per quelle partite che risulteranno rispondenti ai requisiti previsti dalle norme di qualità. La regione è determinata – si legge nella nota – ad apportare misure che comportino ulteriori penalizzazioni per gli inadempienti quali, ad esempio, l’esclusione dai contributi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 a cui si sta attualmente lavorando.
Nei giorni scorsi il Comitato di prodotto dell’organismo interprofessionale ortofrutticolo ha firmato l’accordo per migliorare la qualità del kiwi, definendo regole e standard minimi che la filiera si è impegnata a rispettare. "L’accordo "- ha affermato Taricco – va esattamente nella direzione scelta dalla Regione Piemonte, con le azioni messe in campo nei giorni scorsi. Dobbiamo salvagutrdare un patrimonio di immagine e qualità che, a causa di pochi irresponsabili, rischia di essere depauperato irrimediabilmente. Se dovesse continuare così correremmo il rischio di vedere agricoltori che raccolgono i kiwi insieme alle pesche. Per questo anche le azioni legali ipotizzate per il danno commerciale e di immagine da parte dell’organismo interprofessionale contro i produttori scorretti, è una scelta coraggiosa e seria. Abbiamo richiesto anche l’intervento dello stesso Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali".
