AMBIENTE. Milano, Aquafresh lancia progetto di sensibilizzazione al risparmio idrico
Aquafresh – marchio della multinazionale GlaxoSmithKline (GSK) – ha presentato oggi presso lo Spazio Acqua la campagna "Chiudi il rubinetto" (www.chiudilrubinetto.it, anche su Facebook con una pagina dedicata), un progetto di sensibilizzazione al risparmio idrico rivolto al consumatore con l’obiettivo di informarlo sullo spreco di acqua nella vita di tutti i giorni, fin dal primo mattino quando ci si lava i denti.
La campagna di sensibilizzazione al risparmio idrico vedrà protagonista Aquafresh in diverse attività di comunicazione rivolte al consumatore nel corso dei prossimi sei mesi. ‘Chiudi il rubinetto’ si svilupperà anche in una campagna verso il consumatore con eventi e azioni di ‘guerrilla marketing’ presso i principali centri commerciali e luoghi di aggregazione che riservano una speciale attenzione alle tematiche della sostenibilità ambientale.
"Tutte le iniziative che tendono al risparmio e alla valorizzazione della risorsa acqua – ha dichiarato Paolo Massari, assessore all’Ambiente del Comune di Milano che ha patrocinato l’iniziativa – vanno promosse e sostenute, soprattutto se utilizzano uno strumento dinamico come il web, che non ha bisogno di carta per far girare informazioni utili e best practice".
Durante l’incontro, oltre a presentare nei dettagli il progetto che testimonia l’impegno della multinazionale dal punto di vista della responsabilità sociale e ambientale, sono state approfondite tematiche quali la sostenibilità idrica, poiché aver presente quanta acqua serve per realizzare un certo prodotto è un gesto di attenzione verso l’ambiente che può portare a grandi risparmi anche economici. Se si parla di consapevolezza infatti, non si può certo trascurare che ogni attività umana, ogni prodotto commercializzato, lascia delle impronte che hanno un impatto importante sul mondo in cui viviamo.
"A questo proposito, il caso del dentifricio, è emblematico: una di queste tracce è ‘l’acqua virtuale’, altrimenti nota come ‘water footprint’ o ‘impronta idrica’, ovvero la quantità d’acqua dolce necessaria per la sua realizzazione e consumo", ha puntualizzato Mark Rhodes, esperto di Sustainability di GSK, che si è focalizzato sull’impegno della multinazionale nell’introdurre nella sua produzione procedure di razionalizzazione dell’uso dell’acqua. In dettaglio, Rhodes ha spiegato cosa si intende per impronta idrica e si è soffermato sugli studi effettuati da Aquafresh per misurare l’impatto idrico del suo dentifricio. L’intervento si è soffermato poi sull’impegno di GSK dal punto di vista della responsabilità sociale e della sostenibilità ambientale, che nel caso della pasta dentifricia incide per l’1% sull’impatto idrico complessivo del prodotto, mentre il grosso dello spreco è dovuto proprio alla cattiva abitudine di far scorrere l’acqua mentre ci si lava i denti.
"Per la maggior parte dei prodotti la water footprint è diretta responsabilità dei produttori ma, dagli studi effettuati, è emerso che nel caso dei dentifrici questo rapporto si inverte – ha precisato l’esperto di Sustainability di GSK – E’ proprio nel momento dell’utilizzo che si concentra la maggior parte dell’impatto idrico, pari a 281 litri per ogni tubetto di dentifricio, circa il 99% dell’intera impronta d’acqua, che diviene quindi diretta responsabilità del consumatore. Per questo, insegnare a bambini e adulti a tenere chiuso il rubinetto mentre si svolgono altre attività per cui l’uso dell’acqua non è indispensabile, è un importante contributo alla crescita di una coscienza eco-responsabile in ognuno di noi".
"Aquafresh sa quanto l’acqua sia importante e quanto sia fondamentale non sprecarne neanche una goccia e a tale scopo è stato analizzato l’utilizzo dell’acqua durante le diverse fasi di vita del prodotto prendendo in considerazione non solo l’intera supply chain (materie prime, packaging, impianto produttivo), ma anche la fase di utilizzo da parte del consumatore – ha precisato Eugenio Venditti, direttore marketing GlaxoSmithKline CH Italia.
Infine, Carlo Carrettini, direttore Area Acquedotto di Metropolitana Milanese, si è concentrato su tematiche quali il ciclo dell’acqua e il risparmio idrico ed economico nella città di Milano, sottolineando come questo riflesso vada a beneficio di tutti i cittadini, in quanto "tutta la fase di pompaggio e trattamento dell’acqua comporta costi (captazione, potabilizzazione, distribuzione, riduzione delle perdite, gestione della rete di fognature e della fase di depurazione) che vengono scaricati sulla collettività".
I milanesi consumano infatti ogni anno circa 230 milioni di metricubi di acqua corrispondenti a una portata media di oltre 7mila litri al secondo. L’acqua è prelevata attraverso 500 pozzi e distribuita da 30 centrali di pompaggio situate in tutto il territorio della città.
"La tariffa pagata dagli utenti milanesi è la più bassa a livello nazionale. Una delle voci più rilevanti dei costi del servizio è quella relativa ai consumi energetici che pesano complessivamente per circa il 16%. Oltre al messaggio socio-educativo sull’uso consapevole della risorsa acqua – ha concluso Carrettini – Metropolitana Milanese condivide la mission della proposta che viene da Aquafresh, per la valenza ambientale connessa al risparmio di energia elettrica e quindi all’automatica riduzione delle emissioni di CO2".
di Flora Cappelluti
