SICUREZZA ALIMENTARE. Il ruolo del packaging per la conservazione dei prodotti

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Si è svolto oggi a Roma, presso la Residenza di Ripetta, un incontro organizzato dall’Università "La Sapienza" sul tema della qualità alimentare. Il tema centrale del Convegno è stato uno studio sul packaging condotto dal Dipartimento di Controllo e Gestione delle Merci e del loro Impatto sull’Ambiente dell’Università di Roma: la ricerca illustrata ha evidenziato l’importanza del confezionamento per la conservazione delle qualità organolettiche del latte.

L’analisi è stata realizzata eseguendo dei test sensoriali su un panel di 7 assaggiatori, addestrati e selezionati, e su un gruppo di 24 consumatori non esperti. La valutazione della qualità del latte è stata effettuata durante la conservazione del prodotto in bancone frigo illuminato con luce fluorescente per un periodo di 9 giorni. Cinque le tipologie di campione sottoposte ai test: latte fresco pastorizzato parzialmente scremato in PET trasparente, in PET blu cobalto (PETB), in brick in cartonato poliaccopiato con chiusura a torretta ed in bottiglie in cartonato poliaccopiato con top in materiale plastico; latte fresco pastorizzato intero confezionato in PET.

I risultati hanno dato esiti molto significativi: Il materiale che meno protegge la qualità del prodotto dalle modifiche organolettiche è il PET (il quale altera il gusto del latte fin dal primo giorno di conservazione). Il latte conservato in PET blu cobalto è comunque migliore del PET trasparente; mentre il prodotto confezionato nel cartone non presenta danno fotossidativi durante l’intera vita commerciale.

Il materiale di confezionamento ha un ruolo determinante sulla conservazione delle proprietà qualitative del latte pastorizzato, in quanto costituisce una barriera contro la contaminazione microbica causata dall’esposizione alla luce nei banchi frigo: possono determinarsi alterazioni rilevabili al gusto ed all’olfatto, percepite anche dal consumatore non addestrato.

Lo studio sul latte, presentato al Convegno, ha consentito di aprire un dibattito più ampio sulla qualità degli alimenti e sulle necessarie garanzie da fornire ai consumatori: sono intervenuti sull’argomento rappresentanti dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) dell’Istituto Ricerche Sant’Alberto Magno, dell’INRAN e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

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