IMMIGRAZIONE. Europa, in vigore nuove norme per i cittadini dei Paesi terzi

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Entrano in vigore le nuove norme sullo status giuridico dei cittadini dei Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo, dando così attuazione alla direttiva del settore 2003/109/CE, del 25 novembre 2003. In proposito il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini ha dichiarato: "La norma costituisce la pietra angolare del quadro giuridico di disciplina dell’immigrazione e dell’integrazione dei cittadini dei paesi terzi. Ne beneficeranno direttamente più di 10 milioni di cittadini dei paesi terzi residenti nell’Ue".

In sostanza, la direttiva – si legge nella nota – traduce sul piano giuridico la richiesta formulata dal Consiglio europeo di Tampere di ravvicinare lo status giuridico dei cittadini dei paesi terzi a quello dei cittadini degli Stati membri e di riconoscere alle persone soggiornanti regolarmente da lungo periodo in uno Stato membro una serie di diritti uniformi e quanto più simili a quelli di cui beneficiano i cittadini dell’Unione europea.

Per acquisire lo status di soggiornante di lungo periodo, i cittadini dei paesi terzi devono provare di aver risieduto regolarmente e ininterrottamente in uno Stato membro per almeno 5 anni e di disporre di un reddito sufficiente e dell’assicurazione malattia. Gli Stati membri possono imporre ai cittadini dei paesi terzi l’osservanza di condizioni di integrazione, in conformità alla legislazione nazionale. I soggiornanti di lungo periodo beneficiano di una tutela rafforzata contro l’espulsione, godono della parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro in una vasta gamma di settori economici e sociali e hanno anche il diritto di soggiornare in un altro Stato membro per lavoro, studio o per altri scopi alle condizioni previste dalla direttiva.
L’estrapolazione dei dati disponibili indica che almeno 10 milioni di cittadini di paesi terzi soggiornanti regolarmente potrebbero beneficiare della direttiva. Fino a metà gennaio solo 5 Stati membri (Austria, Lituania, Polonia, Slovenia e Slovacchia) avevano notificato alla Commissione le misure di attuazione.

La Commissione ha inoltre adottato, in questi giorni, una decisione recante modalità di esecuzione della decisione 2005/267/CE del Consiglio relativa alla creazione sul web di una rete di informazione e coordinamento sicura (ICONET) per i servizi di gestione dell’immigrazione degli Stati membri. La rete – conclude la nota – consente agli Stati membri di trasmettere, in via riservata, messaggi di allarme rapido riguardanti in particolare i segni precursori di flussi clandestini e organizzazioni di trafficanti, i cambiamenti percettibili di rotte e metodi e altri eventi o incidenti che preludono a nuovi sviluppi dell’immigrazione illegale. La rete può inoltre contribuire a promuovere la cooperazione fra i funzionari di collegamento incaricati dell’immigrazione distaccati all’estero dagli Stati membri, agevolandone l’accesso a tutte le informazioni utili in relazione alle loro attività. Non è invece contemplato, per il momento, lo scambio di dati personali attraverso la rete per motivi tecnici e giuridici.

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