AMBIENTE. Torino, Provincia presenta i dati dell’Osservatorio sui rifiuti per il 2005

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"I numeri presentati dall’Osservatorio per il 2005 sono molto soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata, e danno ragione alle politiche della Provincia. Ora si tratta di consolidare e migliorare la qualità complessiva del servizio diminuendo gli scarti nei rifiuti differenziati per aumentare il riciclo. Così sarà possibile accrescere il ritorno economico, influendo positivamente sulla tariffa a beneficio dei cittadini". E’ questo il commento del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e dell’assessore alla Pianificazione ambientale Angela Massaglia a proposito dei dati dell’Osservatorio sui rifiuti della Provincia di Torino per l’anno 2005.

A spiccare immediatamente sono proprio i numeri della raccolta differenziata: il territorio della provincia si attesta sul 36,3% contro il 31,2% del 2004 (+5,1%), e a marzo di quest’anno la percentuale sale al 39. Da segnalare il caso di Torino: con una percentuale del 35,3%, il capoluogo piemontese è al primo posto in Italia nella raccolta differenziata tra le città al di sopra dei 500.000 abitanti. Il continuo incremento della raccolta differenziata è dato dal numero crescente di Comuni che passano al "porta a porta" usufruendo dei finanziamenti messi a disposizione dalla Provincia. Sono 133 a oggi i Comuni che si avvalgono di sistemi di raccolta domiciliare e, nelle previsioni dell’Osservatorio, a fine anno diventeranno 149, per un totale di oltre 1.100.000 abitanti pari al 49,4% dell’intera popolazione provinciale. I fondi complessivamente stanziati dalla Provincia ammonteranno al termine del 2006 a quasi 15 milioni di euro.

Buone notizie arrivano anche dai dati relativi alla produzione di rifiuti urbani, che nel 2005 – dopo la crescita degli ultimi anni, in particolare del 2004 – non solo si è stabilizzata, ma, seppur di poco, è diminuita: gli abitanti della provincia di Torino hanno prodotto l’anno scorso 1.170.754 tonnellate di immondizia (circa 522 chili pro capite) abbassando di 0,03 punti percentuali i valori del 2004.

L’Osservatorio sui Rifiuti fornisce anche i dati relativi ai rifiuti speciali, vale a dire quelli provenienti da aziende, ospedali ecc., prodotti nel 2004. Nella categoria "pericolosi" risultano 308.672 tonnellate, con un incremento del 7% rispetto al 2002, mentre i rifiuti "non pericolosi" ammontano a 2.380.945 tonnellate, pari al 17% di aumento rispetto al 2002. "In questo caso gli incrementi sono notevoli: aumenta l’avviamento in discarica e diminuisce la quota del recupero" spiegano Saitta e Massaglia. "Questo in buona parte dipende dal fatto che le politiche pubbliche possono agire solo sui rifiuti del ciclo urbano".

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