MADE IN ITALY. Coldiretti: “Occorre intervenire su normativa per difenderci dai falsi”
E’ necessario intervenire su una legislazione che consente di trarre profitto con il falso "Made in Italy" che danneggia gli imprenditori agricoli nazionali e inganna i consumatori. E il commento di Coldiretti a seguito del sequestro effettuato dall’Ispettorato Centrale Repressioni Frodi di 3500 confezioni di funghi sott’olio di produzione cinese spacciati come italiani.
Secondo la Coldiretti, l’episodio rappresenta la "punta di un iceberg di un fenomeno che nel primo trimestre del 2005 ha visto aumentare del 67% il valore delle esportazioni cinesi in Italia per funghi e tartufi essiccati, conservati o freschi. Una performance ottenuta dopo che nel 2004 l’importo era già raddoppiato per un valore annuale di 10,6 milioni di Euro e con la Cina che è risultata il primo partner commerciale nell’esportazione in Italia di funghi e tartufi essiccati".
A fronte di tali dati la confederazione ricorda come non sia necessario "innalzare barriere protezionistiche che scatenerebbero peraltro pericolose guerre commerciali, ma occorre tolleranza zero nei confronti della concorrenza sleale fondata sulla falsificazione e sul dumping sociale e lavorare in funzione della trasparenza, della qualità, dell’innovazione".
Trasparenza dell’indicazione di origine in etichetta e rispetto delle norme etico ambientali sono la chiave, secondo Coldiretti, per combattere il fenomeno. "L’approvazione della legge 204 del 3 agosto 2004, che rende obbligatorio indicare sulle etichette di tutti gli alimenti la provenienza della componente agricola impiegata, ha posto l’Italia all’avanguardia in Europa – conclude la confederazione – Una norma di riferimento per il recente decreto approvato al tavolo agroalimentare della concertazione sulla vera passata Made in Italy che – conclude la Coldiretti – potrà essere ottenuta solo direttamente da pomodoro fresco per evitare che venga spacciato, come Made in Italy un prodotto ottenuto dalla rilavorazione di concentrato di pomodoro di provenienza cinese, che ha rappresentato la principale voce delle importazioni di prodotti agroalimentari in Italia, con un valore che nel 2004 ha superato i 62 milioni di euro".
