Tassa sull’ascensore? Spunta nuovo balzello per i proprietari di casa

Ma è vero che sta per arrivare la tassa sugli ascensori? L’allarme è scattato dopo la richiesta, arrivata sul tavolo del Consiglio dei Ministri dal Ministero dello Sviluppo economico, di approvare entro il 19 aprile un decreto di attuazione della direttiva 2014/33/Ue. Lo schema, licenziato dal Mise, impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di interventi di adeguamento a carico dei proprietari di casa. Interventi molto costosi, che si trasformerebbero in una vera tassa che farebbe addirittura rimpiangere le vecchie Imu e Tasi.

ascensoreSecondo Confedilizia si tratta comunque di un eccesso di zelo da parte del dell’Italia ( che finirà per gravare sui proprietari) poiché la direttiva europea non prevede alcun obbligo

“Introdurre una  nuova tassa sugli ascensori, annullando  gli effetti dell’abolizione della tassa sulla prima casa, dopo aver tolto la Tasi, sembra davvero singolare” commenta la Fiaip, la Federazione Italiana Agenti immobiliari Professionali, che sottoscrive l’appello lanciato da Confedilizia al premier Renzi per eliminare la tassa sull’ascensore. Le repliche del Ministero dello Sviluppo Economico confermano, ancora una volta, imposte non dovute che potrebbero penalizzare milioni di proprietari di immobili, riconoscendo  come nello schema di d.p.r. varato dal MISE sia stata introdotta una verifica straordinaria degli ascensori, che non è prevista in alcun modo dalla stessa direttiva UE.

“Non si comprende come l’esecutivo Renzi, nel suo complesso, voglia abbassare le tasse sugli immobili come annunciato, o se invece intenda nuovamente mettere l’ennesima imposta a milioni di famiglie già provate dalla stretta della congiuntura economica”. Si tratterebbe per Fiaip dell’ennesima tassa “aerea”, un’ imposta incredibile ed immotivata che forse alcuni “burocrati ministeriali” di Via Molise  hanno proposto ed inserito nel tentativo di drenare liquidità per le casse dello Stato, senza che sia stata condivisa con l’esecutivo . Fiaip rimane fiduciosa che il carico delle imposte sulla casa non torni più a crescere per sanare gli sprechi e i conti della pubblica amministrazione.

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