Da Torino a Milano si allargano le proteste e le iniziative avviate nei giorni scorsi dai giovani fattorini che, in bicicletta, effettuano le consegne per Foodora, la app tedesca che consente ai cittadini di prenotare la consegna dei propri pasti a domicilio.

I ragazzi, che ogni sera effettuano consegne di cibo a domicilio percependo 2,70 euro a consegna, sono scesi in strada per manifestare contro il contratto a cottimo, chiedendo un aumento della paga oraria e la possibilità di usufruire di una convenzione per la manutenzione degli strumenti di lavoro, finora a loro carico.

In seguito alle prime proteste, Foodora aveva proposto un aumento del compenso per consegna da 3 a 4 euro lordi, una riorganizzazione delle “modalità di comunicazione interna per la gestione dei problemi operativi attraverso un sistema di messaggistica dedicato” e “l’introduzione della convenzione per la manutenzione delle biciclette”. Condizioni ritenute inaccettabili dai lavoratori, anche per via della mancata abolizione del cottimo e del co.co.co..

“Imprese, app e tecnologie altamente innovative si trascinano quindi dietro le stesse, vecchie forme di sfruttamento; un fenomeno che appare ancora più allarmante prestando attenzione ai dati diffusi ieri sulla povertà, che ormai riguarda sempre più i giovani, soprattutto gli under 30”, osserva Federconsumatori.

Tuttavia cresce il numero di locali che, solidali con questi ragazzi, hanno abbandonato la app di Foodora.

“Chi, come noi, sostiene il pieno sviluppo di una società dove i valori dell’etica e della giustizia trovino spazio nella realtà e dove i giovani abbiano delle vere prospettive di realizzazione, non può rimanere inerte di fronte a ciò che sta accadendo”, afferma Federconsumatori. “Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno ai giovani “fattorini” in protesta.”

“La collaborazione tra lavoratori, esercenti e consumatori è una chiave di svolta fondamentale affinché le forme di tutela ed il rispetto dei diritti possano realmente affermarsi”, continua l’Associazione, “per questo invitiamo i cittadini ad un consumo consapevole, ad informarsi sulle condizioni dei lavoratori e sulle modalità con cui vengono effettuati i servizi, privilegiando sempre chi opera in maniera corretta, legale, rispettosa della dignità e dei diritti”.

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