Inflazione, Consumatori: calo col contagocce e dietro l’angolo la stangata d’autunno (Foto Pixabay)

Non c’è da stare allegri per il rallentamento dell’inflazione, se il carrello della spesa rincara ancora del 9,6% e i prodotti alimentari del 10,1%. E infatti non sono affatto sollevate le associazioni dei consumatori di fronte alle stime sull’inflazione di agosto diffuse oggi dall’Istat. Le ripercussioni sulle famiglie, già provate da mesi di rincari di prezzi e tariffe, continuano a essere pesanti. E sono ormai alle porte le spese dell’autunno – fra tariffe, Tari, riscaldamento e scuola.

 

Inflazione, stime Istat: ad agosto scende al 5,5% ma il carrello della spesa è al 9,6% (Foto di Squirrel_photos da Pixabay)

 

UNC: inflazione, calo con il contagocce

Per l’Unione Nazionale Consumatori quello dell’inflazione è un “calo insoddisfacente, con il contagocce”.

Commenta il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «L’inflazione si abbassa ma troppo a rilento. Il raffreddamento dell’inflazione significa che i prezzi, pur se ad un ritmo inferiore, continuano lo stesso a salire nonostante abbiano oramai raggiunto livelli stellari, insostenibili per troppe famiglie. Inoltre, se quella tendenziale cala, quella su base mensile decolla dello 0,4%, facendoci tornare ai livelli del mese di aprile».

Dona ricorda anche il recente provvedimento del Governo, quel patto anti-inflazione annunciato ad agosto e che dovrebbe scattare dal primo ottobre. «Urge che il Governo, invece di far finta di intervenire con provvedimenti spot come il trimestre anti-inflazione, con effetti nulli sulle tasche delle famiglie, agisca seriamente, mettendoci i soldi, ad esempio riducendo le accise sui carburanti e ripristinando i crediti d’imposta e gli sconti sugli oneri di sistema di luce e gas, visto che queste voci, essendo costi di distribuzione e di produzione di tutte le imprese, hanno poi effetti moltiplicativi a cascata su tutti i prezzi dei beni finali, a cominciare dai prodotti alimentari», afferma Dona.

Nel frattempo le famiglie fanno i conti con ripercussioni pesanti. E l’associazione fa i conti dell’impatto. Prosegue Dona: «Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +5,5% significa un aumento del costo della vita pari a 1532 euro su base annua. Di questi ben 777 euro servono solo per far fronte ai rialzi del 10,1% dei prodotti alimentari e bevande analcoliche, 817 euro per il carrello della spesa a +9,6%».

Una coppia con un figlio affronta una spesa aggiuntiva di 1393 euro, dei quali 701 solo per cibo e bevande. Sulla famiglia numerosa pesa invece una stangata aggiuntiva di 1728 euro, 928 euro per il carrello della spesa.

Federconsumatori: preoccupa la stangata d’autunno

Non c’è da cantar vittoria, commenta a stretto giro Federconsumatori. “Con l’inflazione a questi livelli le ricadute per ogni famiglia, in termini annui, sono pari ad un aggravio di 1.639 euro”.

“Quel che è peggio è che in autunno, purtroppo, la situazione è destinata a peggiorare, soprattutto sul fronte energetico – prosegue l’associazione – L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato una stangata autunnale di +2.924,70 euro, prendendo in esame le spese per il caro scuola/ caro libri, per le bollette, per le visite mediche, per la Tari e il risaldamento. Rincari che metteranno in ginocchio molte famiglie, già duramente provate dagli aumenti e dal forte calo del proprio potere di acquisto”.

Adoc: caro prezzi mette a dura prova potere d’acquisto

«Il caro prezzi continua a mettere a dura prova il potere d’acquisto delle famiglie italiane», ha detto la presidente Adoc nazionale Anna Rea.

«Da verifiche fatte in alcune città, nel mese di agosto, i prezzi di alcuni prodotti sono schizzati rispetto al mese di luglio, per non parlare della ripresa dell’aumento dei prezzi di energia e carburante. Non vorremmo – ha detto Anna Rea – che sia stata una risposta indiretta alla proposta del Ministro Urso al patto anti-inflazione.Un patto che non ha visto il coinvolgimento della Commissione di allerta rapida, nonostante il lavoro fatto, e al quale abbiamo dato un giudizio positivo a condizione che si costruisca un paniere con prodotti di largo consumo vero e che non lasci invece libertà di scelta, dietro la strumentalità della libera concorrenza, alle singole catene distributive. Gli appelli alla moderazione dei prezzi non sono sufficienti a ridurre l’escalation dei costi – ha concluso Rea – servono azioni concrete per garantire un reale recupero del potere d’acquisto».

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