IBC: con instabilità dello scenario globale si attende in Italia un aumento dell’inflazione (foto Pixabay)
IBC: con instabilità dello scenario globale si attende un aumento dell’inflazione
Secondo IBC (l’Associazione Industrie Beni di Consumo), l’instabilità dello scenario globale frena la crescita. Peggiora il clima di fiducia dei consumatori
“Le tensioni in Medio Oriente stanno condizionando l’economia italiana, prospettando uno scenario di forte incertezza per le imprese e un aumento dell’inflazione“: è quanto emerso durante l’assemblea pubblica di IBC, l’Associazione Industrie Beni di Consumo.
Tensioni in Medio Oriente, atteso un aumento dell’inflazione al consumo
Le analisi presentate dalla società di consulenza Prometeia – si legge in una nota di IBC – delineano un contesto di marcata instabilità. Il Pil italiano dovrebbe attestarsi quest’anno al +0,4%, un livello inferiore alle stime pre-conflitto (+0,7%).
Contestualmente è atteso un aumento dell’inflazione al consumo (+2,9%), oltre che una frenata dei consumi (dal +1,1% del 2025 al +0,5% del 2026), un rallentamento degli investimenti e una contrazione delle esportazioni. Le prospettive per il 2027 restano deboli, con un’inflazione prevista a +1,6% e Pil a +0,5%.
“Nonostante le difficoltà – sottolinea INC – il largo consumo mostra una tenuta resiliente, sostenuta dall’impegno a contenere i costi della filiera e dalla capacità di adattamento dei consumatori”.
Peggiora il clima di fiducia dei consumatori
Nel breve termine – spiega IBC – i consumi si mantengono stabili (+1,0% a volume a marzo 2026 rispetto allo stesso mese dello scorso anno, fonte NielsenIQ), ma la direzione rimane incerta e peggiora il clima di fiducia dei consumatori (sceso a marzo a 92,5 da 97,5 di inizio 2026).
Le famiglie italiane reagiscono all’incertezza frammentando la spesa. Secondo NielsenIQ, la frequenza di acquisto è aumentata del 9% nell’ultimo anno, penalizzando la fedeltà alle insegne (-5,7%) e ai brand (-4,2%).
Il consumatore, inoltre, è ormai multicanale: alterna gli acquisti presso negozi fisici e online, visita molteplici retailer e sceglie canali diversi a seconda della categoria merceologica.
La sfida per le imprese – osserva IBC – si sposta quindi sulla capacità di garantire disponibilità, semplicità e rilevanza dell’offerta.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato “come anche la crisi demografica – con calo delle nascite, invecchiamento della popolazione e aumento delle famiglie unipersonali – stia ridisegnando strutturalmente la composizione della spesa, imponendo alle aziende di ripensare formati e priorità per rispondere efficacemente ai bisogni del consumatore”.

