Libri scolastici, decolla la spesa. Negli ultimi 10 anni i prezzi sono aumentati di oltre il 25%
Il caro-libri pesa sui bilanci familiari. UNC: “Il tetto spesa dei libri sale del 5,9% sul 2025”. Altroconsumo chiede una detrazione fiscale del 19% sull’acquisto dei libri scolastici, con limiti Isee e tetti di spesa adeguati
Libri scolastici, decolla la spesa. Negli ultimi 10 anni i prezzi sono aumentati di oltre il 25% (foto Pixabay)
I libri scolastici sono sempre più costosi. Secondo l’analisi di Altroconsumo un intero ciclo della scuola secondaria di primo grado costa mediamente intorno ai 600 euro, mentre per le superiori si superano i 1.200 euro. Una spesa necessaria, che cresce anno dopo anno: secondo lo studio, nell’ultimo decennio i prezzi dei libri scolastici sono cresciuti di oltre il 25%.
“Il conto pesa ancora di più quando in famiglia ci sono più figli in età scolare e arriva in una fase in cui l’inflazione è tornata a correre e il carovita sta mettendo nuovamente sotto pressione i bilanci familiari – commenta Altroconsumo.- Anche il ritorno a scuola, quindi, contribuisce a un conto che per molte famiglie si fa sempre più pesante. Ragion per cui sono sempre di più le famiglie che acquistano i libri scolastici sul mercato dell’usato“.
Libri scolastici, nel 2026 i tetti di spesa aumentano dell’1,5%
Altroconsumo ricorda che, per l’anno scolastico 2026/2027, il Ministero ha utilizzato il tasso di inflazione programmata dell’1,5% per aggiornare i parametri relativi ai libri di testo. L’effetto – spiega l’Organizzazione – cambia però a seconda del grado scolastico: “nella scuola primaria, dove è il Ministero a determinare direttamente i prezzi di copertina, il parametro viene utilizzato per aggiornarli. Alle medie e alle superiori, invece, l’aumento riguarda i tetti massimi di spesa dell’intera dotazione libraria, che può essere adottata da ciascuna classe, non il prezzo dei singoli volumi”.
Al momento non è disponibile un dato ufficiale sull’aumento medio dei prezzi di copertina nel 2026: al 31 agosto l’Associazione italiana editori non ha pubblicato una stima analoga a quella dello scorso anno, quando aveva indicato rincari dell’1,7% alle medie e dell’1,8% alle superiori.
In più, a partire da questo anno scolastico le scuole possono superare il tetto ordinario fino al 20%, contro il precedente 15%, purché la deroga sia motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di Istituto.
Restano anche le riduzioni dei tetti legate al formato dei libri – ricorda ancora Altroconsumo -: il limite scende del 10% quando la dotazione è composta da testi in versione mista, cartacea e digitale con contenuti integrativi, e del 30% quando vengono adottati testi digitali con contenuti integrativi. Anche in questo caso, però, la riduzione riguarda il tetto complessivo e non rappresenta uno sconto sul prezzo dei singoli libri.
“I libri scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025, non più del solito. Ma è la spesa dei libri che devono pagare le famiglie a decollare – denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – In barba alle difficoltà delle famiglie, infatti, il ministro Valditara ha fatto la bella pensata di alzare quest’anno dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di sforare il tetto di spesa per i libri scolastici della scuola secondaria di primo e secondo grado. Un incremento di un terzo che, rispetto agli importi previsti nei decreti ministeriali, significa un balzo aggiuntivo del 4,35% rispetto allo scorso anno. A questo rialzo va aggiunto quello da sempre concesso, pari al tasso di inflazione programmata dal Governo, che per il 2026 è pari all’1,5%, per un totale pari al 5,85%” .
Già lo scorso anno Valditara aveva innalzato la soglia storica del 10% al 15%. “In pratica – conclude Dona – in due anni ha raddoppiato il limite di tolleranza. Una vergogna. E intanto i libri scolastici continuano a non essere detraibili dalle tasse e permane lo scandaloso divieto di poter fare sconti superiori al 15% del prezzo di copertina, persino sotto forma di buoni spesa. Da anni siamo gli unici a fare questa battaglia per abolire quella legge assurda (ndr. Legge n. 128/ 2011, peggiorata con Legge n. 15/2020), che costituisce un grave ostacolo alla concorrenza. Per favorire i librai, si sono danneggiate le famiglie”.
Altroconsumo chiede una detrazione del 19% anche per i testi scolastici
E sulla questione della detraibilità dei libri scolastici dalle tasse interviene anche Altroconsumo, che chiede al Governo di estendere anche all’acquisto dei libri scolastici la detrazione fiscale del 19%, già prevista per altre spese legate alla scuola, come gite, corsi e tasse di iscrizione.
“La nostra proposta – spiega l’Organizzazione – è di prevedere limiti di reddito Isee e tetti di spesa adeguati, in modo da sostenere le famiglie con maggiori difficoltà senza trascurare le esigenze del ceto medio. Chiediamo quindi che la misura trovi spazio nella prossima Legge di Bilancio e che il tetto della spesa detraibile sia sufficientemente ampio da tenere conto anche di eventuali nuovi aumenti. Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti, e rendere fiscalmente detraibile una parte della spesa per i libri scolastici rappresenterebbe un aiuto concreto alle famiglie”.
