E-commerce e dogane, il Parlamento Ue approva le nuove norme
Con le nuove norme, entro il 1° novembre 2026 entrerà in vigore una nuova tassa di gestione per le merci ordinate direttamente da paesi extra-UE
E-commerce e dogane, il Parlamento Ue approva le nuove norme (foto Pixabay)
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma del codice doganale dell’UE, che introduce norme più rigorose per l’e-commerce e istituisce una nuova autorità doganale.
Come spiegato in una nota, le nuove norme, approvate in seconda lettura, introducono una tassa di gestione per ogni articolo acquistato da negozi online di paesi extra-UE e spedito direttamente ai consumatori europei.
“Ciò contribuirà a coprire i costi sempre più elevati legati alla gestione dell’enorme quantità di singoli pacchi – spiega il Parlamento Ue. – La tassa di gestione sarà pagata dallo stesso ente responsabile del pagamento degli altri oneri doganali relativi allo stesso pacco, evitando così di trasferire i costi sui consumatori. L’importo esatto della tassa di gestione, che i paesi UE inizieranno a riscuotere entro il 1° novembre 2026, sarà stabilito dalla Commissione europea e rivisto ogni due anni, per mantenerlo proporzionato ai costi effettivi”.
E-commerce e dogane, la responsabilità delle piattaforme
Secondo quanto stabilito dalle nuove norme, i venditori e le piattaforme che facilitano la vendita a distanza di merci provenienti da paesi extra-UE ai clienti europei saranno considerati importatori; pertanto saranno tenuti a fornire alle autorità doganali tutti i dati richiesti, pagare o garantire gli obblighi doganali e assicurarsi che le merci spedite in Europa siano conformi alla normativa UE.
“Al fine di garantire l’assunzione di responsabilità da parte di queste società – spiega il Parlamento Ue – esse dovranno essere stabilite o essere rappresentate da un’entità con sede nell’UE che abbia lo status di operatore economico autorizzato (AEO) o di operatore economico di fiducia. Ciò dovrebbe impedire l’utilizzo di società di comodo per eludere le nuove norme”.
Per incentivare le spedizioni in blocco, più facili da controllare per le autorità doganali, i venditori e le piattaforme di paesi extra-UE sono incoraggiati a gestire magazzini nel territorio europeo. Le loro spedizioni ai clienti all’interno dell’UE beneficeranno di una tassa di gestione ridotta, a condizione che le merci siano importate in imballaggi raggruppati e in quantità sufficientemente elevate da rendere più efficienti i controlli doganali.
Le nuove norme prevedono, inoltre, una sanzione per le società che ignorano ripetutamente le norme dell’UE, multa che va dall’1% al 6% del valore totale delle merci importate nei 12 mesi precedenti. Inoltre, le autorità doganali potranno sospendere, revocare o annullare il loro status di operatore di fiducia o AEO.
Il centro digitale dell’Ue
La riforma istituirà anche un nuovo sistema informatico doganale paneuropeo, denominato centro digitale dell’UE (“EU Data Hub”), che sarà gestito dalla nuova autorità doganale dell’UE (EUCA). Il suo utilizzo sarà facoltativo dal 2031 e diventerà obbligatorio dal 2034.
Il centro digitale sostituirà almeno 111 sistemi informatici attualmente utilizzati dalle autorità doganali in Europa. “Per le imprese – commenta il Parlamento Ue – renderà più semplice e rapida la dichiarazione delle merci e la comunicazione con le autorità doganali; per le autorità doganali migliorerà l’analisi dei rischi grazie alla disponibilità di dati completi e faciliterà la cooperazione transfrontaliera”.
