Virus respiratorio sinciziale, Cittadinanzattiva: garantire prevenzione ad anziani e pazienti fragili

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Virus respiratorio sinciziale, riparte l'Osservatorio civico di Cittadinanzattiva (Foto Pixabay)

La prevenzione contro il virus respiratorio sinciziale è buona per la prima infanzia mentre arranca per gli adulti fragili e anziani. Mancano finanziamenti certi e una strategia nazionale.

“Mentre per la prima infanzia il percorso di immunizzazione si va progressivamente consolidando, per la popolazione adulta fragile e anziana l’accesso alla prevenzione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) resta del tutto fermo, non programmato e a forte rischio di disuguaglianze territoriali”.

È quanto evidenzia Cittadinanzattiva, che fa partire l’Osservatorio Civico VRS 2026, giunto alla seconda edizione.

Il VRS e il suo impatto

Il virus respiratorio sinciziale è il principale responsabile delle infezioni respiratorie acute nei bambini sotto i due anni, ma può colpire in modo grave anche anziani e adulti a rischio per condizioni croniche. Il virus, altamente trasmissibile, rappresenta la principale causa di bronchiolite nei neonati, oltre a essere responsabile di infezioni respiratorie gravi negli anziani e nei fragili.

L’impatto del virus è oggetto di crescente attenzione anche per la disponibilità di nuovi strumenti di prevenzione, rappresentati dall’anticorpo monoclonale per i neonati, dal vaccino per le donne in gravidanza (immunizzazione materno-fetale) e dai vaccini per anziani e adulti fragili.

Quale prevenzione su adulti fragili e anziani?

Secondo Cittadinanzattiva, e il nuovo Osservatorio, oggi la protezione dei nuovi nati e la vaccinazione materna sono ormai realtà consolidate nel panorama nazionale, anche se l’organizzazione può ancora migliorare. Il tema nuovo è la prevenzione nell’adulto fragile e nell’anziano. L’impatto del VRS su questa fascia di popolazione è rilevante: conta circa 290 mila infezioni respiratorie acute, oltre 26 mila ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi all’anno in Italia tra gli over 60.

A oggi manca però una strategia nazionale che garantisca l’offerta preventiva per questa fascia di popolazione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Cittadinanzattiva presenta il nuovo Osservatorio alla vigilia della scadenza entro cui il Ministero della Salute è chiamato a presentare la proposta del nuovo Piano Nazionale di immunizzazione 2027-2031 alle regioni.

“Senza una strategia nazionale chiara, si rischia di creare una prevenzione a geometria variabile e certamente non equa – ha detto Valeria Fava, Responsabile Coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva – Se per la prima infanzia l’introduzione dei nuovi strumenti di immunizzazione si è dimostrata una scelta vincente, per gli adulti fragili e gli anziani non è stata ancora definita alcuna strategia e programmazione nazionale strutturata”.

Quali le criticità riscontrate dall’associazione? Manca una programmazione per l’adulto fragile: in Italia l’offerta vaccinale per gli anziani e per i soggetti con patologie croniche non è ancora parte di un piano nazionale omogeneo. C’è poi una frammentazione regionale che rischia di creare disuguaglianze fra le regioni, condizionando il diritto alla salute dei cittadini al luogo di residenza. E c’è incertezza sui finanziamenti e sulle risorse dedicate alla prevenzione.

Spiega Fava: “Con l’imminente varo del nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027 – 2031 è urgente che le Istituzioni garantiscano risposte concrete affinché l’innovazione scientifica si traduca in un accesso equo, uniforme e tempestivo alla vaccinazione per tutte le persone che ne possono beneficiare, definendo un quadro unico per il VRS nei LEA e assicurando finanziamenti adeguati e tempestivi. La prevenzione non è un costo, ma un investimento strategico che produce un risparmio esponenziale per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Cittadinanzattiva chiede prima di tutto un coordinamento nazionale: garantire l’immediata integrazione della prevenzione anti-VRS per tutti i target di popolazione (compresi adulti fragili e anziani) nel nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031 e nel Calendario Vaccinale, assicurando la tempestività dei provvedimenti attuativi. Chiede inoltre il superamento dei divari territoriali, equità di accesso, risorse economiche per la prevenzione, un piano di comunicazione pubblica sulla prevenzione respiratoria nell’adulto e la formazione dei professionisti sanitari.

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