Spreco alimentare, Waste Watcher: ogni italiano spreca 493,7 grammi di cibo alla settimana
Secondo il rapporto Waste Watcher ogni italiano getta nella spazzatura 112 euro l’anno. I consigli del CTCU per ridurre lo spreco alimentare
Spreco alimentare, Waste Watcher: ogni italiano spreca 493,7 grammi di cibo alla settimana (foto Pixabay)
In Italia produciamo uno spreco alimentare pari a 112 euro a testa l’anno, ma siamo più consapevoli: con 493,7 grammi di cibo sprecato settimanale ci avviciniamo di più all’obiettivo dell’Agenda 2030 (369,7 grammi pro capite): è quanto emerso dal nuovo Rapporto Waste Watcher, pubblicato in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari.
Complessivamente lo spreco in Italia vale 6,6 miliardi di euro l’anno, ossia 25,74 chili di cibo a testa. (Ansa).
L’indagine evidenzia, però, alcune differenze territoriali: il Nord è lievemente più virtuoso, con 472,2 grammi di cibo sprecato pro capite settimanalmente, il Centro presenta una quota pari 510,0 grammi e il Sud a 507,9 grammi.
Spreco alimentare, perché si butta il cibo?
Alla base dello spreco alimentare a casa, secondo i dati emersi dal rapporto, si possono riscontrare cause logistiche, psicologiche e di mercato.
In primo luogo, “la rapidità di deterioramento dei prodotti freschi e le criticità di gestione quotidiana delle scorte: il 36% degli intervistati sottolinea che frutta e verdura vanno rapidamente a male una volta portate a casa, mentre il 33% confessa che il cibo viene semplicemente dimenticato in frigorifero o in dispensa fino a scadere, fare la muffa, marcire o deteriorarsi nell’odore e nel sapore”.
Inoltre, “il 32% dei cittadini indica una responsabilità nella filiera commerciale, ritenendo che i cibi venduti nei negozi siano in realtà già vecchi”.
Troviamo poi motivazioni di tipo psicologico e comportamentale: “il 28% degli italiani – spiega l’indagine – ammette di acquistare cibo in eccesso per la paura costante di non disporre a casa di scorte sufficienti, un altro 28% dichiara apertamente di non gradire il consumo degli avanzi delle giornate precedenti e il 26% riconosce in modo esplicito di comprare troppo durante la spesa“.
Inoltre “il 25% del campione attribuisce lo scarto alla presenza di troppe offerte promozionali nei punti vendita, il 23% calcola male le cose che servono realmente per i pasti e un ulteriore 23% ammette di comprare confezioni troppo grandi. Ma c’è anche chi confessa di cucinare troppo cibo, 1 intervistato su 5 (il 21%), oppure incolpa i tempi troppo lunghi fra una spesa e l’altra, che causano il deterioramento degli alimenti, e chi ammette di non saper conservare correttamente i prodotti (15%) o di essere soggetto all’acquisto impulsivo di cibo che non piace realmente (11%)”.
I consigli del CTCU per ridurre gli sprechi
In occasione della Giornata è intervenuto anche il CTCU, ricordando l’importanza di iniziare a ridurre gli sprechi proprio a partire dalle mura domestiche.
“Secondo le stime – sottolinea l’associazione – nel 2025 fino a 696 milioni di persone hanno sofferto la fame, mentre quasi 2,7 miliardi di persone non hanno potuto permettersi un’alimentazione sana (FAO 2026). Allo stesso tempo, a livello globale viene prodotto un surplus calorico tale da garantire teoricamente a ogni persona una disponibilità media giornaliera di 3.000 chilocalorie (FAO 2025, anno di riferimento: 2023), mentre il fabbisogno energetico medio giornaliero è di 2.500 kcal per gli uomini e 2.000 kcal per le donne (FAO)”.
Ecco, quindi, alcuni semplici accorgimenti per evitare eccedenze alimentari che finiscono poi nella spazzatura.
In primo luogo, acquistare generi alimentari in base alle proprie necessità: date un’occhiata nel frigorifero e nella dispensa e fate una lista della spesa segnando solo il cibo di cui avete realmente bisogno; non rimanete al supermercato più del necessario, attenetevi alla vostra lista della spesa ed evitate gli acquisti d’impulso; ignorate le offerte speciali, a meno che non abbiate davvero bisogno del prodotto nella quantità offerta.
Importante, poi, conservare gli alimenti in modo ottimale: dopo aver fatto la spesa, riponete subito in frigorifero o nel congelatore gli alimenti refrigerati, congelati o facilmente deperibili; in frigorifero e nella dispensa, i prodotti con una scadenza più ravvicinata vanno collocati davanti, in modo da consumarli per primi. Quelli con durata di conservazione maggiore, invece, vanno riposti più indietro; una volta aperte, confezioni e conserve vanno messe in frigorifero; se avete acquistato una quantità eccessiva di alimenti, potete congelare quella in eccedenza.
Il CTCU ricorda che imballaggi, contenitori e coperture proteggono gli alimenti dall’essiccamento, dalle alterazioni del gusto, dall’umidità e dagli infestanti.
Infine, l’associazione ricorda che i cibi con data di scadenza (“da consumarsi entro”) vanno consumati sempre prima di questa data; mentre gli alimenti con termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro”) sono generalmente ancora commestibili anche dopo la data indicata, purché la confezione sia integra e il prodotto sia stato conservato correttamente. Se un alimento ha un buon aspetto, un buon odore e un buon sapore, può essere consumato senza preoccupazioni.
