Garanzia legale sui prodotti, arriva l’avviso armonizzato. I siti web si sono adeguati?
L’Acu ha promosso un’indagine sulla diffusione online, nei siti di e-commerce, dell’Avviso armonizzato entrato in vigore il 27 settembre. Con questo strumento i venditori di beni di consumo sono tenuti ad informare i consumatori dei loro diritti derivanti dalla garanzia legale
Garanzia legale sui prodotti, arriva l’avviso armonizzato (Immagine europa.eu)
Sulla garanzia legale di conformità arriva l’avviso armonizzato, un’informativa obbligatoria per tutti i venditori di beni di consumo nell’Unione europea, in vigore dal 27 settembre. I siti web italiani si sono adeguati? Secondo una ricerca promossa dall’Acu (Associazione consumatori utenti) subito dopo l’entrata in vigore l’informativa era presente solo sul 40% dei siti monitorati. Su cinquanta siti e-commerce analizzati, solo una ventina esibivano l’avviso armonizzato.
L’avviso armonizzato per informare della garanzia legale
Il 27 settembre 2026 è entrato ufficialmente in vigore l’avviso armonizzato, un nuovo strumento europeo che in Italia arriva con la modifica del Codice del Consumo. È un promemoria standardizzato e obbligatorio che i venditori devono mostrare chiaramente ai clienti, sia nei negozi fisici sia sui siti di e-commerce. Con l’avviso armonizzato, che è obbligatorio, i venditori di beni di consumo sono tenuti ad informare i consumatori dei loro diritti derivanti dalla garanzia legale. I venditori sono tenuti a esporre l’avviso armonizzato in modo visibile (ad esempio, in negozio, vicino alla cassa o, in caso di vendita online, sul sito web del venditore).
L’avviso armonizzato illustra ai consumatori i principali elementi della garanzia legale di conformità, in particolare che ogni consumatore nell’UE beneficia per almeno 2 anni della protezione della garanzia legale per qualsiasi bene di consumo venduto nell’UE. È disponibile in tutte le lingue dell’Ue e informa sulle situazioni più comuni in cui possono far valere i loro diritti di garanzia legale, sulle soluzioni che il venditore deve fornire – la riparazione o sostituzione gratuita; in alcuni casi, una riduzione del prezzo o il rimborso integrale – e le misure da adottare per far valere i propri diritti.
Niente più scritte in piccolo, evidenzia l’Acu. “Fino ad oggi, le regole sulla garanzia legale erano spesso nascoste in pagine e pagine di condizioni contrattuali scritte in caratteri minuscoli. L’Avviso Armonizzato nasce proprio per superare questo ostacolo, traducendo concetti giuridici complessi in un formato grafico immediatamente riconoscibile e uguale in tutta l’Unione Europea”.
Nell’avviso c’è inoltre un codice QR, un link diretto per accedere subito a informazioni istituzionali approfondite.
“Il nuovo avviso serve a ricordare a ogni cittadino che la garanzia di due anni non è un bonus commerciale concesso dal venditore, ma un diritto sacro santo previsto dalla legge – spiega l’associazione – Grazie a questo strumento, il consumatore non avrà più bisogno di conoscere articoli di legge o direttive europee per difendersi: basterà cercare il simbolo dell’avviso per sapere esattamente cosa fare e come comportarsi in caso di un prodotto difettoso”.

Italia: lo adotta solo il 40% dei siti
Per verificare l’effettiva applicazione della novità, Acu ha promosso un’indagine sul campo, affidata a Giusto&Sostenibile Srls Benefit. Il 28 settembre 2026, il giorno successivo all’entrata in vigore delle nuove regole, è stato esaminato un campione di 50 grandi siti di e-commerce italiani suddivisi su 15 diversi settori merceologici.
La ricerca ha scattato una foto in tempo reale dal punto di vista del cittadino e il risultato probabilmente sconta il fatto che le regole fossero appena entrate in vigore. L’avviso armonizzato risulta assente nel 60% dei casi. 30 siti su 50 non aveva ancora implementato il nuovo promemoria europeo.
Risulta invece presente nel 40% dei casi, in 20 siti su 50.
Per quanto riguarda il tasso di conformità, fra i 20 siti di ecommerce che avevano inserito l’avviso, 16 sono risultati perfettamente a norma mentre 4 presentavano difformità rispetto al modello europeo.
Un altro dato: fra i siti analizzati rispetto ai macrosettori, quelli sui quali l’avviso armonizzato è stato trovato più spesso afferivano a casa e arredamento (4 su 6 monitorati), alimentare (3/3) automotive (2/3), elettronica (2/6), fotografia e tecnologia (2/2). Risultavano assenti sui siti monitorati di animali, bambini e giocattoli, farmacie, gioielli e orologi, salute e bellezza, sport e calzature.
“L’indagine – conclude l’Acu – non vuole essere una pagella legale o una certificazione dei singoli negozi, ma rappresenta un monitoraggio concreto della trasparenza digitale. Il dato finale parla chiaro: a pochissimi giorni dal debutto della norma, c’è ancora molta strada da fare per garantire ai consumatori la piena visibilità dei loro diritti”.
