Caro carburanti, sciopera l’autotrasporto. Federconsumatori Sicilia: i camionisti hanno ragione, ma siano responsabili
Federconsumatori Sicilia esprime solidarietà agli autotrasportatori, ma anche preoccupazione per l'impatto delle proteste sui consumatori
Caro carburanti, sciopera l'autotrasporto. Federconsumatori Sicilia: i camionisti hanno ragione, ma siano responsabili (foto Pixabay)
Federconsumatori Sicilia esprime solidarietà agli autotrasportatori che, da oggi, sono fermi nei piazzali per protestare contro il Governo Meloni.
Alla base della protesta – si apprende dall’Ansa – “c’è il mancato sblocco delle risorse stanziate già lo scorso maggio proprio per contrastare il caro gasolio “ma che ancora non sono arrivate” a destinazione”. Alcuni blocchi sono già scattati “in alcune regioni del Mezzogiorno, come in Puglia, altre manifestazioni sono cominciate su iniziativa di comitati e gruppi autonomi in Calabria e in Sicilia ma anche in Puglia, Campania e Basilicata. Intanto cresce l’allarme in alcune regioni, nelle quali si stanno esaurendo i carburanti in diverse stazioni di servizio con lunghe code”.
Intanto – si apprende dall’Ansa – il governo ha convocato un tavolo per il 27 ottobre al ministero dei Trasporti.
Federconsumatori Sicilia auspica, tuttavia, che “i camionisti agiscano con responsabilità e rispetto dei cittadini, che condividono gli stessi momenti di grande difficoltà. La protesta – spiega – “avrà un impatto enorme sui consumatori: cinque giorni di fermo quasi totale del trasporto merci da e per la Sicilia (si stima che l’80% dei camionisti incrocerà le braccia) potrebbero bloccare il rifornimento merci di gran parte della Grande Distribuzione Organizzata, soprattutto l’alimentare, e dei negozi più piccoli. Ci saranno scaffali vuoti nei supermercati e soprattutto mancheranno i prodotti freschi, come frutta e verdura. Ci saranno anche ripercussioni pesanti sugli imprenditori agricoli, che come sappiamo in Sicilia sono in sofferenza da decenni”.
Sciopero autotrasporto, il parere di Federconsumatori Sicilia
“Gli autotrasportatori – spiega l’associazione – chiedono il pagamento di due annualità del cosiddetto “Sea Modal Shift”, che è in pratica un incentivo economico per i camionisti che scelgono di fare una parte del viaggio via mare, in nave. Come Federconsumatori riteniamo questo mancato pagamento molto grave, perché spostare il trasporto merci dalla strada al mare fa bene all’ambiente e aumenta la sicurezza di tutti gli automobilisti”.
Per quanto riguarda il caro gasolio, invece, “i problemi dei camionisti sono gli stessi di tutti noi consumatori, ma al quadrato: un camion leggero ha un serbatoio che può arrivare ad un centinaio di litri, ma TIR a lunga percorrenza ha un serbatoio che va dai 500 ai 1500 litri – spiega ancora l’associazione. – Se le misure fino ad ora adottate dal Governo Meloni per frenare l’aumento del prezzo alla pompa si sono rivelate insufficienti per gli automobilisti, quindi, lo sono ben di più per chi deve fare il pieno ad un camion”.
“Il Governo italiano – sottolinea Federconsumatori Sicilia – è andato avanti con una serie di misure temporanee che sono costate tantissimo ma hanno solo tamponato (e nemmeno del tutto) il problema. Questa altalena degli sconti sulle accise ha favorito tra l’altro la speculazione, con alcuni impianti che hanno palesemente ritoccato verso l’alto i prezzi alla pompa poco prima di applicare gli sconti governativi. Si sarebbe dovuto mettere mano ad un vero e proprio piano d’emergenza sui carburanti, con un intervento più strutturale sulle accise, che avrebbe quanto meno limitato le speculazioni. Invece, nei giorni scorsi, il Governo ha ufficialmente rinunciato all’ipotesi delle accise mobili perché le maggiori compagnie petrolifere hanno accettato il tetto del prezzo a 2,19 euro. Se non fosse che questo è un tetto più virtuale che reale, come conferma il fatto che Eni nei giorni scorsi ha alzato di nuovo i prezzi quando è scaduto lo sconto sulle accise”.
Federconsumatori Sicilia: la speculazione è chiarissima
Secondo Federconsumatori “la speculazione sui prezzi è chiarissima: oggi ci sono circa 80 centesimi che non tornano nel prezzo del gasolio e circa 50 centesimi in quello della benzina. E questa è tutta speculazione sul prezzo da parte delle compagnie petrolifere, dovuta all’incertezza sul futuro e a mancati controlli da parte del Governo”.
“Ma non solo – prosegue l’associazione – possiamo persino dire che si tratta di “sovraspeculazione“, perché anche volendo “ben pensare” – considerando il prezzo attuale del barile, il cambio euro-dollaro e tutti i vari sconti sulle accise – secondo i calcoli fatti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori resta comunque un sovrapprezzo ingiustificabile pari a circa 20 centesimi sia su gasolio che su benzina. Per non parlare dei casi di vera e propria truffa, con la benzina diluita con acqua o prodotti petroliferi di qualità inferiore agli standard di legge”.
Le richieste dell’associazione
Federconsumatori chiede, quindi, controlli seri e costanti sulla filiera dei prodotti petroliferi a livello nazionale: “chiediamo che le Forze dell’Ordine controllino attivamente gli impianti di vendita al pubblico dei carburanti, sia per monitorare i prezzi che per accertarsi che la qualità del carburante sia a norma”.
Infine, l’associazione si augura che “il Governo nazionale attui la riduzione generalizzata al 10% dell’IVA su tutti i prodotti energetici e vari una riforma delle accise, con un orizzonte almeno a medio termine, rimettendo in campo anche l’ipotesi delle accise mobili. Ci sono mille rivoli economici in cui cercare le coperture ed è il momento di esplorarli tutti”.
