Cambio lira-euro, Federcontribuenti invia atto di diffida
Per Federcontribuenti è “una violazione dei trattati internazionali, dei principi costituzionali e dell’ordinamento giuridico italiano e comunitario”. La prescrizione con decorrenza immediata a favore dell’Erario delle banconote e delle monete in lira ancora in circolazione a partire dal 7 dicembre scorso continua a sollevare le proteste dell’associazione. Oggi Federcontribuenti ha annunciato che “è stato notificato alla Presidenza del Consiglio, nella persona del presidente Mario Monti, al rappresentante di Banca d’Italia Ignazio Visco e al ministro dell’Economia, Mario Monti atto di diffida stragiudiziale”.
Secondo il presidente dell’associazione Carmelo Finocchiaro il provvedimento che ha anticipato lo stop alla conversione delle lire (originariamente previsto al 28 febbraio) è “in difetto” e “se la diffida non produrrà l’effetto sperato, di ridare ai cittadini la possibilità di convertire in tempi ragionevoli le lire, seguiranno azioni legali individuali nelle competenti sedi giurisdizionali italiane, oltre che presso la Corte di Strasburgo, e innanzi alla Corte di Giustizia Europea, al fine di vedere tutelati i loro diritti violati, sia per la violazione dei Principi costituzionali e sia per il risarcimento dei danni subiti”.
L’associazione è da sempre critica nei confronti del provvedimento e ne contesta tempi e modalità, compresa la consegna del controvalore in euro alle casse dell’Erario. “Moltissimi piccoli risparmiatori italiani all’improvviso si sono visti privati del loro diritto di ottenere la conversione in euro dei loro risparmi in lire, laddove invece, in molti dei paesi costituenti la Comunità Europea, non esiste alcun termine per poter procedere alla detta conversione – afferma Federcontribuenti – Tutti d’accordo, quindi, nel ritenere, questa azione a danno dei contribuenti una violazione dei trattati internazionali, dei principi costituzionali e dell’ordinamento giuridico italiano e comunitario”.
