Iva sulla Tia, da Venezia una sentenza a favore degli utenti: via ai rimborsi
Mentre il nuovo Governo è alle prese con l’Imu (eliminarla o ridurla, questo è il problema!) e con l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, che dovrebbe scattare a luglio, continuano ad arrivare sentenze che giudicano illegittima l’Iva pagata per anni dai consumatori sulla Tia, tariffa di igiene ambientale. Dopo Alessandria, Trento, Genova, è la volta di Venezia: secondo il Giudice di Pace è illegittima l’Iva applicata a quella che, secondo la Corte Costituzionale e la Cassazione, è una tassa e non una tariffa.
A comunicare questa ennesima vittoria è Federconsumatori, impegnata da tempo in questa battaglia a favore degli utenti, ai quali è stato imposto il pagamento di una vera e propria “tassa sulla tassa”.
Il Giudice di Pace di Venezia, con sentenza del 24 aprile 2013, ha stabilito non solo la restituzione delle somme indebitamente pagate a titolo Iva, ma anche la liquidazione delle spese giudiziali per ogni singolo attore.
“Ora ci aspettiamo risposte concrete e precise dal Governo, che non può più temporeggiare evitando di affrontare il problema – scrive Federconsumatori in una nota – Nel Decreto Attuativo N. 35/2013 della nuova Tares, il Governo Monti, infatti, pur facendo sempre riferimento alla natura tributaria della tassa (esente, quindi, da Iva), non viene mai fatta esplicita menzione dell’applicazione o meno dell’Iva. Il Governo attuale dia un segnale chiaro e definitivo. Ciò che temiamo in mancanza di questo segnale, è la “libera interpretazione” delle aziende e dei comuni che, in assenza di indicazioni inequivocabili, potrebbero tornare a scaricare i costi dell’Iva sui clienti finali. Attendiamo, inoltre, un pronunciamento del Governo anche in relazione all’annosa questione dei rimborsi IVA, che oltre 6 milioni di famiglie attendono da troppo tempo.
