Banche, Viceministro Zanetti: subito decreto per i rimborsi e più soldi ai truffati

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Il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, intervistato da La Repubblica, prende una posizione netta sui rimborsi ai risparmiatori coinvolti nel salvataggio delle 4 banche: “invita” il Governo ad avere il triplo della fretta messa in altre vicende per chiudere al più presto la discussione e far uscire il decreto sull’arbitrato. Si sta pensando di ampliare il Fondo di Solidarietà da 100 a 150-200 milioni per assicurare il rimborso totale a tutti quelli che non hanno avuto adeguata informazione dei rischi. Pur escludendo una norma ad hoc, Zanetti ribadisce che gli investitori non possono essere trattati peggio della liquidazione coatta amministrativa. “Apprezziamo l’apertura di Zanetti, è un deciso passo avanti, ma non basta! La norma ad hoc va fatta! Bisogna che queste cose siano scritte nero su bianco e non solo promesse!” commenta Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Secondo quanto scritto nella legge di stabilità, infatti, non solo il Fondo di solidarietà opera nei  limiti delle risorse disponibili, il che vuol dire che se si trovano più truffati del previsto non potranno avere un risarcimento totale, ma il decreto deve definire i criteri di quantificazione delle prestazioni, determinate in importi corrispondenti alla perdita subita, fino a un ammontare massimo. Quel fino ad un ammontare massimo va abolito, e non si può certo modificare una legge con un decreto!” ha proseguito Dona. “Anche sulla questione delle plusvalenze, sia Padoan, nel question time alla Camera del 21 gennaio che Zanetti hanno ipotizzato che il residuo eventuale del Fondo di risoluzione vada ai risparmiatori, ma anche questo va scritto nero su bianco, altrimenti si apriranno contenziosi a non finire. Se gli azionisti ed i creditori, infatti, subissero perdite maggiori di quelle che avrebbero subito se l’ente sottoposto a risoluzione fosse stato liquidato, ci sarebbe una violazione dell’art. 87 del D.gls n. 180/2015″  ha concluso Dona.
Infine l’UNC chiede di togliere il segreto d’ufficio su tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d’Italia per la sua attività di risoluzione ed il divieto per i consumatori di poter agire giudizialmente in sede civile contro gli ex vertici delle banche, ossia contro i maggiori responsabili di questa vicenda, previsti, rispettivamente, dagli artt. 5 e 35 del d.lgsl n. 180 del 16-11-2015.

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