#nessunoinparadiso: MDC sostiene la petizione contro l’evasione nei paradisi fiscali
Mille firme a poche ore dal lancio della petizione on line contro i paradisi fiscali promossa da Progressi. Anche il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) aderisce all’hashtag “#nessunoinparadiso”. Lo scandalo dei Panama Papers ha rivelato grandi truffe ai danni dello Stato, da parte di imprenditori, personaggi dello spettacolo e dello sport. “Si tratta di miliardi di euro spostati verso paradisi fiscali per sfuggire a qualsiasi controllo, mentre a risanare le casse pubbliche sono soprattutto i lavoratori, i pensionati e gli imprenditori onesti che pagano le tasse in Italia”, si legge sul sito di Progessi.
Secondo alcune stime, se si riuscisse ad azzerar l’evasione e l’elusione fiscale, sarebbe possibile ridurre di quasi la metà il prelievo di imposte dalle tasche dei cittadini italiani. “In un Paese con la pressione fiscale oltre il 43% su lavoratori e pensionati, su autonomi e piccole imprese,è indecente consentire un’elusione così macroscopica. Dobbiamo contrastare l’erosione della base fiscale e lo spostamento dei profitti, altrimenti si finirà per estendere ulteriormente la disuguaglianza” commenta Vittorio Longhi, fondatore di Progressi.
L’appello (http://www.progressi.org/nessunoinparadiso) si rivolge quindi da un lato, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dall’altro, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.
Tre le azioni concrete da mettere in atto subito per evitare l’evasione nei paradisi fiscali: tassare i super ricchi e le grandi imprese dove producono i propri profitti; imporre alle multinazionali l’obbligo di trasparenza sui flussi di capitale; premiare i contribuenti onesti con sgravi e vantaggi fiscali
