Riscaldamento e caldaie, come risparmiare CO2 ed euro: i consigli di Ecolife
La puntata di ieri di Ecolife, Il consumatore sostenibile su Radio Latte e Miele è stata dedicata al riscaldamento e alle caldaie. L’anno si è aperto con un ribasso per le bollette dell’energia: in calo sia l’elettricità che il gas, per un risparmio stimato su base annuale in quasi 60 euro. Il dato viene dall’Autorità per l’energia. Anche se un pericolo potrebbe essere rappresentato dal nuovo sistema tariffario delle bollette elettriche verrà meno la progressività e dunque chi consuma di più pagherà complessivamente di meno. Bollette e soldi a parte non dimentichiamo l’obiettivo in termini di risparmio di CO2 e cambiamenti climatici.
Vediamo insieme i consigli raccontati nella puntata dal Movimento Difesa del Cittadino nell’ambito del progetto europeo Ecolife , campagna di comunicazione sugli stili di vita sostenibili coordinata da Legambiente e cofinanziata dalla Commissione Ue.
In molti appartamenti, soprattutto nelle palazzine con riscaldamento centralizzato, è ancora diffusa la pratica di produrre acqua calda per usi sanitari utilizzando i boiler elettrici. Produrre calore da energia elettrica (attraverso delle resistenze elettriche) non è tuttavia un sistema efficiente; il motivo risulta evidente se si considera che per produrre corrente elettrica nelle centrali tradizionali si sfrutta, con un rendimento medio ampiamente inferiore al 50%, il calore prodotto dalla combustione di fonti fossili. In tutte le zone metanizzate è quindi sempre opportuno sostituire i boiler elettrici con boiler a gas.
Produrre un kWh di energia elettrica in Italia comporta l’emissione di 0,7168 kg di CO2 mentre la produzione della medesima quantità di calore con gas metano genera 0,202 kg di CO2 [dati IPCC (con rendimento di del boiler fissato in 0,8)]. Considerando che una famiglia di 3 persone consuma circa 2970 kWhelettrici/anno (stima effettuata ipotizzando 60 litri/giorno a persona, una temperatura dell’acqua di rete di 15°C, che l’acqua venga scaldata a 50°C, che il rendimento del boiler a gas sia 0,8 e quello elettrico 0,9), con la sostituzione del boiler si otterrebbe la mancata emissione di 1450 kg/anno di CO2.
Le caldaie a pellet stanno conquistando crescenti fette di mercato, grazie soprattutto agli alti rendimenti (che spesso superano il 90%) e alla semplicità di utilizzo. Queste caldaie possono sostituire la vecchia caldaia a gas o gasolio senza dover rivoluzionare l’impianto termoidraulico esistente.
L’ampia gamma di taglie presenti sul mercato può soddisfare tutte le esigenze di calore per diversi tipi di utenza: dalle caldaiette da 25 kW per il riscaldamento in una villetta familiare fino a impianti di grande taglia (anche 1000 kW) in grado di riscaldare edifici molto grandi.
Rispetto alle caldaie a legna, le moderne caldaie a pellet presentano il vantaggio della completa automazione del sistema di carica del combustibile. Mentre gli impianti a legna richiedono almeno un paio di cariche manuali al giorno, il pellet (così come il cippato) può essere stoccato in un apposito serbatoio o addirittura in un silos o in un magazzino dedicato, da cui viene automaticamente prelevato e immesso in caldaia mediante un estrattore pneumatico o una coclea.
Per le caldaie di piccola taglia è sufficiente un serbatoio per il pellet di poche centinaia di litri: questo permette un’autonomia di funzionamento di qualche giorno. Invece, per caldaie più grandi, dotate di un magazzino di stoccaggio del pellet, l’autonomia di funzionamento può essere anche di più settimane.
Cosa sono i pellet? Sono piccoli cilindri di materiale naturale proveniente dagli scarti della lavorazione del legno. Solitamente vengono venduti in sacchetti da 15 kg con un costo che varia da 4 ai 6 euro. o 30-32 euro al quintale. Il prezzo dipende anche dai tipi di legno usati, ad esempio l’abete bianco è il più costoso Esistono molti gruppi di acquisto, anche online, acquistando dai quali è possibile risparmiare.
Ricordiamo che Ecolife è l’iniziativa, partita ad ottobre 2013 con durata triennale, che rientra nel programma di co-finanziamento LIFE+ Informazione e Comunicazione dell’Unione Europea. È frutto delle idee e del lavoro di cinque soggetti provenienti da mondi contigui quali l’ambiente, la consulenza tecnico scientifica, l’informazione e il supporto ai cittadini: Legambiente, AzzeroCO2, Deep Blue, ACLI e Movimento Difesa del Cittadino. Per saperne di più sul progetto visitate il sito www.ecolifestyles.eu! Sul portale potrete trovare anche la Local Community a voi più vicina, veri e propri sportelli dove chiedere informazioni sul progetto e partecipare ad attività sul territorio!
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Clicca qui e scarica e ascolta il podcast della puntata del 12 aprile 2016.
