Fisco e unioni civili: il 730 non ha ancora recepito quanto previsto dalla legge
Non è ancora passato un anno da quando le unioni civili in Italia sono state stabilite e regolate dalla legge. Grandi entusiasmi generali per tutta una serie di diritti finalmente riconosciuti ma sotto alcuni aspetti mancano delucidazioni chiare. L’ambito fiscale sembra essere proprio uno di questi. Secondo quanto rilevato da Altroconsumo, infatti, dalle istruzioni ministeriali emerge che tra i familiari a carico non sono compresi gli uniti civilmente né come coniugi né come altri familiari.
Si pone quindi un interrogativo: se sono effettivamente a carico fiscalmente non avrebbero diritto alla detrazione? Da una lettura accurata emerge come le istruzioni del 730 non abbiano recepito la recente normativa 76/2016. In pratica, quindi, non è possibile stabilire il trattamento fiscale riservato alle unioni civili e alle convivenze di fatto in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi: questo arreca un pregiudizio ai contribuenti che si ritroverebbero, ad esempio, a non percepire le detrazioni spettanti per il familiare fiscalmente a carico.
Altroconsumo ha dunque inviato una richiesta di chiarimento a Pietro Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, alla senatrice Monica Cirinnà, a Rossella Orlandi, Direttore Agenzia delle Entrate e ai presidenti delle Commissioni competenti di Camera e Senato.
“A nove mesi dall’approvazione della legge 76/2016 occorre fare chiarezza sul trattamento fiscale delle unioni civili”, commenta Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo. “Dalle analisi dei nostri esperti emergono ancora troppe incertezze sul trattamento fiscale delle persone che hanno contratto un’unione civile. Invitiamo le istituzioni a risolvere i dubbi dei cittadini e ci impegniamo a sorvegliare perché intervengano con provvedimenti tempestivi”.
