Povertà, Consumatori: si deve fare di più per superare disuguaglianze

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Si deve fare di più. Si deve prevedere una redistribuzione dei redditi e delle opportunità. Perché quello che è stato fatto, evidentemente, non basta. I quasi 5 milioni di poveri assoluti stimati dall’Istat e l’aumento della povertà fra famiglie numerose, minori e giovani sollevano la denuncia delle associazioni di consumatori, che si soffermano proprio sugli aspetti più critici evidenziati dal report dell’Istituto di statistica.

L’Unione Nazionale Consumatori parte dall’aumento delle persone che si trovano in povertà assoluta, arrivato a 4 mln e 742 mila, il livello più alto dal 2005. “Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco – denuncia il presidente Massimiliano Dona – Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato”.

L’UNC si sofferma sul bonus di 80 euro e spiega: “il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie)  rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267”. Sostiene Dona: “Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà. Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minimo di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più“.

I dati dell’Istat evidenziano un aumento di disuguaglianze e disparità, sottolineano a loro volta Federconsumatori e Adusbef. Se il capo famiglia è un operaio, l’incidenza della povertà assoluta raggiunge il 12,6% rispetto a quella media registrata per le famiglie (pari al 6,3%). Scende, invece, all’1,5% se la persona di riferimento è un dirigente. “Da tale scenario emerge chiaramente quanto sia necessario ed urgente, per il Paese, avviare una redistribuzione dei redditi in grado di colmare i forti divari esistenti”, dichiarano Emilio Viafora e Antonio Tanza, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che chiedono politiche di welfare efficaci e azioni che aumentino l’inclusione nel mondo del lavoro, anche per rispondere al crescente impoverimento dei giovani.

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