Aree di servizio, inchiesta Quattroruote: risultati sconfortanti

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Nel numero di giugno di Quattroruote i risultati dell’inchiesta lungo le aree di servizio italiane. L’indagine ha preso in considerazione diversi aspetti come l’accessibilità, gli spazi di sosta, sia le aree food e oil (prezzi dei carburanti self-service compresi) di ogni area.
Il giudizio complessivo che emerge dall’indagine raggiunge a malapena la sufficienza: anzi, ben 45 strutture sulle 105 visitate non hanno raggiunto neppure quella, fermandosi a mezza, a una o a una stella e mezza (in una scala da una a cinque). Un livello medio, dunque, decisamente inferiore rispetto a quello di analoghe indagini precedenti, a dimostrazione dei minori investimenti effettuati dalle società del settore su queste arterie.

Oltre alla scarsa disponibilità di spazi di sosta organizzati in molte aree – si legge in una nota della rivista – spesso anche in ampie strutture, al numero insufficiente di baby room e fasciatoi e di colonnine per la ricarica delle auto elettriche (presenti solo in quattro aree), a emergere dall’inchiesta è soprattutto l’inadeguatezza dell’accoglienza riservata in molte strutture ai viaggiatori diversamente abili: troppi bagni riservati sono chiusi a chiave o dotati di citofono, molti accessi dedicati sono ostacolati dalla presenza di espositori di merci varie, tanti spazi interni ai punti di ristoro sono insufficienti a garantire la manovrabilità delle carrozzine. Un aspetto sul quale le società di gestione devono decisamente impegnarsi di più.

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