Natale con le bollicine, 5 consigli dall’Ais
Bollicine, spumante o champagne? Flûte o coppa? I consigli dell’Associazione Italiana Sommeliers per il perfetto brindisi natalizio.
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La bollicina è uno dei tanti simboli della festa e a Natale e Capodanno il brindisi è irrinunciabile. E mentre all’estero si guarda sempre di più alle bollicine italiane (secondo Coldiretti è previsto un record storico di brindisi Made in Italy), i consumatori italiani staranno ancora comprando nei negozi o sul web le bottiglie dei cin cin di mezzanotte. Per un acquisto consapevole e di qualità abbiamo chiesto il contributo dell’Associazione Italiana Sommeliers (AIS) con 5 preziosi consigli.
Questione di zuccheri
È opinione comune che il mondo dei vini spumanti si divida in dolci e brut. In realtà la gamma dei dosaggi zuccherini è più ampia: si va dai Pas dosé , in cui il residuo zuccherino è minimo o inesistente agli extra brut, per poi continuare con i brut, gli extra dry, i dry, i demi-sec e i dolci propriamente intesi. Scegliete in base al vostro gusto ma tenete a mente almeno una regola: i cibi dolci vanno abbinati coi le tipologie analoghe: demi – sec e dolci.
Conservare
I riscaldamenti non vogliono il bene del vostro vino. Se avete una cantina, conservate lì le vostre bottiglie, altrimenti optate per il più classico “luogo fresco e asciutto”, possibilmente lontano da fonti di luce. Uno o due giorni prima di aprirla, riponete la bottiglia in frigo, in posizione orizzontale. Per conservare il vostro vino dopo averlo aperto, dotatevi di un tappo apposito, da comprare a pochi euro. Il cucchiaino inserito nel collo della bottiglia, ça va sans dire, non serve a niente.
Temperature
La temperatura di servizio dei vini spumanti oscilla tra i 4 e i 6 gradi per i più secchi e arriva fino a 8 – 10 per i dolci, magari a base di uve aromatiche come moscato bianco e brachetto. Per mantenere fredda la vostra bottiglia, dotatevi di un comune cestello, riempito per metà di acqua fredda e per metà di ghiaccio, non oltrepassando il limite dei tre centimetri dal bordo. Nella sfortunata ipotesi in cui abbiate dimenticato di raffreddare la vostra bottiglia, aggiungete alla miscela un po’ di sale grosso: accelererà il processo di refrigerazione.
Il bicchiere
La flûte è certamente il bicchiere più diffuso, ma non è adatto a ogni tipo di bollicina. Ideale per uno spumante giovane e non troppo impegnativo, magari da consumare in piedi, in attesa di sedere a tavola, la flûte sarà sostituita con un bicchiere più capiente al momento di servire le portate principali. La coppa, infine, dopo l’oblio dei decenni passati, ha suscitato da tempo un rinnovato interesse, ed è ideale con gli spumanti dolci. Se avete in mente di servire solo una o due tipologie di bollicine, concentratevi su un calice Franciacorta, dalla classica forma a tulipano.
Occhio alla data
Leggere 2015 su un’etichetta nel 2019 non significa che il vostro spumante sia vecchio di quattro anni ma solo che le uve con cui è stato prodotto provengono dalla vendemmia 2015. Nel caso degli spumanti ottenuti con metodo classico a far fede è la data della sboccatura, dichiarata chiaramente o presente nel numero del lotto di produzione. Qualcuno preferisce spumanti sboccati nei mesi appena precedenti, mentre qualcun altro si orienta su bottiglie sboccate anche un anno fa o più. In generale, meglio non spingersi troppo in là con il tempo.
