Finto trading online, CEC: ecco come funziona la truffa (e qualche consiglio per difendersi)
Il Centro Europeo Consumatori spiega come funziona il finto trading online e come difendersi dai tentativi di raggiro
Finto trading online, CEC: ecco i passi della truffa e qualche consiglio per difendersi (Foto Tima Miroshnichenko per Pexels)
Dalla promessa di investimenti dai rendimenti alti, a finti esperti che aiuterebbero a ritrovare le somme investite e perse: le segnalazioni di casi di finto trading online continuano senza sosta, e chi incappa in vicende di questo tipo finisce per rimanere intrappolato in un percorso di truffe a più fasi. Con un unico risultato: perdere i risparmi e continuare a perdere anche gli importi versati nel tentativo di recuperarli finendo per cadere in altri raggiri.
La denuncia viene dal Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano, che racconta come nel 2022 le segnalazioni di finto trading online giunte all’associazione siano aumentate del 27% rispetto all’anno precedente.
“Un fenomeno molto pericoloso, dato che i truffatori si dimostrano creativi ed al passo con lo sviluppo tecnologico”, dice il CEC, che ha stilato una serie di consigli per aiutare i consumatori a difendersi.
Finto trading online, come funziona
Come funziona il finto trading online? Lo spiega bene l’associazione.
“Tutto inizia con una telefonata inaspettata, con cui una voce cordiale propone degli investimenti dai rendimenti alti, un’occasione unica: l’investimento iniziale è di soli 250,00 €. Chi si lascia convincere, si iscrive a piattaforme di trading online fittizie. La vittima accetta di scaricare dei software, con cui i truffatori, con la scusa di guidare il malcapitato nell’investimento, ottengono libero accesso da remoto al suo computer. Così i consumatori finiscono per trasferire somme di denaro, anche ingenti, su wallet di criptovalute fasulli, con operazioni eseguite direttamente dal finto broker. Il consumatore inizialmente è molto seguito e riceve molte telefonate e messaggi whatsapp. Appena chiede il riaccredito delle somme investite, la musica però cambia: il truffatore inizia ad accampare varie scuse per non restituire le somme e poi sparisce. Il risultato finale è sempre lo stesso: i risparmi sono andati in fumo”.
Non è però finita qui. Arrivano segnalazioni di consumatori che diventano bersaglio di un’altra fase della frode. A distanza di alcuni mesi vengono ricontattati da presunti professionisti, specializzati nel recuperare somme perse con il trading online. Gli esperti fasulli dicono che i soldi sarebbero stati “ritrovati nella Blockchain” o che sarebbe stato “ritrovato un conto in una banca estera”. Per recuperarli viene chiesto un pagamento anticipato di spese, commissioni e tasse. Chi si lascia convincere perderà anche questi importi. C’è anche una terza fase in cui i consumatori vengono contattati da una fantomatica Autorità di Vigilanza, che riferisce di aver sequestrato ai broker truffaldini i proventi della frode. Anche in quest’occasione vengono richieste tasse e commissioni per riottenere una parte di quanto perso ma è un nuovo tranello per spillare altro denaro.
RAPACE, come difendersi dal finto trading online
Come difendersi? Seguendo una serie di consigli che l’associazione sintetizza nell’acronimo RAPACE. Di seguito, il significato della sigla.
- R per rendimenti allettanti: ovvero quelli promessi dai truffatori; peccato che si tratti sempre di rendimenti irrealistici o collegati a prodotti finanziari speculativi caratterizzati da un sistema di leve;
- A per adulazione /amicizia: i frodatori telefonano e inviano frequenti messaggi ai risparmiatori al fine di creare nelle persone un falso senso di confidenza e sicurezza;
- P per prova sociale: alle vittime più scettiche vengono inviate recensioni false, finte dichiarazioni di personaggi famosi o documenti apparentemente ufficiali che proverebbero la serietà (in realtà inesistente) dei promotori finanziari coinvolti. Tali affermazioni vanno sempre verificate in modo autonomo sul sito della CONSOB (Commissione nazionale per le società e la Borsa);
- A per accesso da remoto: i truffatori quando chiedono versamenti in criptovalute, fanno scaricare al risparmiatore un software per poter accedere ai dispositivi ed aiutare con le transazioni. Lo scopo in realtà è quello di accedere al conto bancario e alle carte di credito delle vittime;
- C per contatti non richiesti: generalmente i truffatori telefonano del tutto inaspettatamente, ma il contatto può avvenire anche attraverso e-mail o social media, siti d’incontri online o tramite passaparola o persino di persona a dei seminari. È bene essere sempre diffidenti;
- E per esclusività: spesso i truffatori fanno credere al malcapitato di essere il fortunato destinatario di un’opportunità di investimento unica ed irripetibile: in realtà si tratta solo di una tattica per agganciare la vittima.
“Se venite contattati da presunti promotori finanziari, imparate a diffidare quando si presentano le situazioni descritte: meglio lasciar perdere! Chi si fida rischia di perdere per sempre i propri risparmi, come purtroppo è successo a tanti consumatori che si sono rivolti al CEC Italia, con perdite che talvolta superavano il milione di Euro”, dice Rebecca Berto, consulente legale del CEC Italia.
