Cripto-attività, Consob multa Fabrizio Corona per 200 mila euro
La Consob multa Fabrizio Corona per la violazione del regolamento Ue sulle cripto-attività in relazione all’offerta al pubblico di memecoin $Corona, già bloccati a marzo scorso
Cripto-attività, Consob multa Fabrizio Corona per 200 mila euro (Foto Jonathan Borba per Pexels)
La Consob multa Fabrizio Corona con una sanzione amministrativa pecuniaria di 200 mila euro per la violazione del regolamento Ue sulle cripto-attività in relazione all’offerta al pubblico di memecoin $Corona. La sanzione è contenuta nella delibera n.23815 pubblicata sul sito dell’Autorità che vigila sui mercati finanziari.
Secondo la Consob, l’ex fotografo ha violato il regolamento Ue sulle cripto-attività (MiCar). Il regolamento stabilisce che gli emittenti di cripto-attività, diverse da token di moneta elettronica o asset-referenced token, devono pubblicare un white paper sulle cripto-attività approvato dalle autorità competenti prima di offrirle al pubblico o chiederne l’ammissione alla negoziazione nell’Ue.
Il memecoin di Corona: la sanzione
L’offerta del memecoin, fatta sul canale telegram e sul sito dell’ex fotografo, era già stata bloccata con un delibera Consob di marzo 2025.
Nel provvedimento sanzionatorio, la Consob spiega che Corona nel corso del procedimento “non ha fornito alcun riscontro alla richiesta di informazioni trasmessagli dalla Consob”, non ha esercitato diritti difensivi e “non ha assunto un atteggiamento collaborativo”.
Nel dettaglio, l’Autorità contesta a Corona la violazione del MiCAR, in relazione all’offerta al pubblico italiano a lui riconducibile dei «memecoin $CORONA», consistenti in cripto-attività diverse da ART e EMT, (token collegati ad attività, asset-referenced token» o «ART», e diverse da token di moneta elettronica «e-money token» o «EMT»), fatte da persona fisica anziché giuridica, “nonché senza avere redatto un White Paper” conformemente al Regolamento che sia stato validamente notificato alla Consob e destinato alla pubblicazione.
“Gravità elevata”
L’Autorità considera poi grave il comportamento sanzionato.
Scrive infatti che “ quanto alla gravità, questa risulta elevata nel caso di specie, atteso che il Signor Corona ha svolto un’offerta al pubblico italiano dei risparmiatori e potenziali investitori di token other than in completa violazione della disciplina applicabile ed, in particolare a) ignorando il richiamo di attenzione allo stesso tempestivamente rivolto dalla Consob, b) promuovendo l’offerta in prima persona anziché attraverso una persona giuridica, c) omettendo consapevolmente di redigere un White Paper da notificare alla Consob e pubblicare, che consentisse agli oblati di svolgere una valutazione consapevole ed informata dell’offerta, nonché d) scegliendo di avvalersi, non solo, di un sito internet dedicato all’offerta, ma anche e primariamente di canali social media – Instagram e Telegram – che gli hanno consentito di raggiungere con immediatezza quantomeno l’ampia platea di soggetti ad essi iscritti (i suoi follower)”.
La violazione si è protratta per almeno nove giorni.
Codacons: segnalate altre operazioni sospette
Il Codacons ricorda che aveva presentato un esposto sulle operazioni dell’ex fotografo già a febbraio dello scorso anno. E poi un nuovo esposto a dicembre, in cui l’associazione segnalava a Consob e Banca d’Italia operazioni di trading considerate sospette. Secondo il Codacons, il memecoin $Corona già dalle prime fasi di lancio della criptovaluta aveva mostrato forti oscillazioni di valore, con conseguente accusa di manipolazione del mercato per attività precedenti alla pubblicazione ufficiale.
“Il fatto che un wallet abbia acquistato token prima della pubblicazione dell’indirizzo – scriveva il Codacons nell’esposto – indica un accesso a informazioni riservate, suggerendo un caso di insider trading. La rapida vendita dei token nei primi minuti di trading ha portato a un crollo del prezzo, con gli investitori successivi che si sono trovati a detenere asset fortemente svalutati, una dinamica tipica degli schemi di Pump & Dump”.
A dicembre l’associazione ha presentato un nuovo esposto a Consob e Banca d’Italia su nuove operazioni di trading considerate sospette e che sembrano riconducibili alla figura dell’ex fotografo, facendo riferimento alla pubblicizzazione su pagine social del “servizio “Corona AI” attraverso il quale si propone ai follower di investire denaro promettendo facili guadagni”.
L’associazione ha dunque chiesto alla Consob di accertare la sussistenza di eventuali violazioni e di adottare, ove necessario, i conseguenti provvedimenti sanzionatori e inibitori.
