ACQUISTI. Contratti transfrontalieri, Bruxelles adotta Libro Verde
Ostacoli normativi e incertezza giuridica. Sono queste le caratteristiche che definiscono il panorama europeo dei contratti tra consumatori e aziende. E le istituzioni europee stanno da tempo cercando di eliminare queste barriere con l’obiettivo di creare un mercato unico comunitario. Oggi la Commissione Europea ha adottato un Libro Verde che migliora la coerenza del diritto dei contratti: un documento strategico su cui è aperta, fino al 31 gennaio 2011, una consultazione pubblica.
Sono ancora tante, infatti, le imprese che hanno difficoltà a vendere all’estero poiché in ogni Paese dell’UE devono conformarsi a un diritto dei contratti diverso. E i consumatori che fanno acquisti transfrontalieri on line sono soltanto l’8%; inoltre, il 61% delle vendite transfrontaliere non va a buon fine perché i commercianti rifiutano di servire il paese del consumatore. La coesistenza di norme diverse può, infatti, comportare costi di transazione aggiuntivi, essere fonte di incertezza giuridica per le imprese e minare la fiducia dei consumatori.
"Desidero che un consumatore polacco, tedesco o spagnolo si senta sicuro quando acquista on line da un’impresa italiana, finlandese o francese proprio come quando acquista nel proprio paese, e che le piccole e medie imprese europee offrano prodotti e servizi ai consumatori in altri paesi senza dover diventare esperte delle discipline nazionali dei contratti in vigore negli altri 26 Stati membri". E’ quanto ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia che ha aggiunto: "Invito i consumatori e le imprese di tutti i 27 Stati membri a contribuire attivamente alla consultazione pubblica della Commissione. Senza dubbio l’economia europea sta attraversando un periodo di crisi, che però offre anche l’opportunità storica di incentivare la crescita economica riducendo i costi delle transazioni transfrontaliere. È quindi giunto il momento di fare un salto di qualità in vista di un diritto dei contratti maggiormente europeo".
Nel libro verde la Commissione propone diverse opzioni strategiche per aumentare le coerenza del diritto dei contratti. Ad esempio la pubblicazione su Internet di norme contrattuali tipo (non vincolanti) che potrebbero essere impiegate all’interno del mercato unico europeo; uno "strumentario" di cui possono disporre i legislatori dell’UE nell’adottare nuovi atti legislativi, che garantisce norme migliori e più coerenti; una raccomandazione sul diritto dei contratti che solleciti gli Stati membri a introdurre il diritto europeo dei contratti nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali, in parte sulla scorta del modello degli Stati Uniti, dove tutti e 50 gli Stati federati salvo uno hanno adottato volontariamente il codice commerciale uniforme.
Infine un diritto europeo dei contratti facoltativo (o "28° regime") che i consumatori e le imprese potrebbero liberamente scegliere nell’ambito delle relazioni contrattuali. Questa legge facoltativa rappresenterebbe un’alternativa alle discipline nazionali esistenti e sarebbe disponibile in tutte le lingue; potrebbe applicarsi ai soli contratti transfrontalieri o estendersi anche ai contratti nazionali; dovrebbe garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e assicurare la certezza del diritto per tutto il ciclo di vita del contratto. Nonché la creazione di un vero e proprio codice civile europeo in sostituzione di tutte le norme nazionali sui contratti.
