ALIMENTAZIONE Gelato, Confconsumatori chiede norme più precise

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Sono necessarie norme più precise a tutela della produzione del gelato che utilizza direttamente gli ingredienti primari, in particolare che definiscano la quantità massima di prodotto pre-lavorato che può essere utilizzato per produrre il gelato denominato artigianale. E’ quanto afferma Confconsumatori che ha condotto un’indagine su tutto il territorio nazionale, grazie alla collaborazione delle sedi provinciali e regionali, prendendo in esame le caratteristiche del gelato artigianale ed i relativi prezzi (costo massimo del cono a due gusti ed prezzo al chilo).

Dalla ricerca è emerso che il 54% degli Italiani mangia gelato almeno una volta alla settimana e 1 italiano su 3 ne mangia quattro o cinque volte alla settimana, spesso sostituendolo anche al pranzo.

In varie città campione italiane, sono stati verificati i prezzi di gelaterie poste in punti differenti, riscontrando situazioni molto diverse, sia all’interno della stessa città, in base all’ubicazione, sia tra negozi vicini. Il prezzo attuale del gelato è un esempio lampante dell’aumento dei prezzi dopo l’introduzione dell’euro. Il prezzo del cono più piccolo, a due gusti, oscilla tra 1 e 2,50 €, con prezzi più alti generalmente in centro città, e gli aumenti quest’anno sono stati di 10 o 20 centesimi, sino ad arrivare a 50 centesimi in alcune realtà. Invece, prendendo in esame il prezzo al Kg, esso varia significativamente da 11 a 20 €, senza alcuna correlazione diretta con il costo del cono.

L’associazione consiglia ai cittadini di richiedere sempre la pesatura della vaschetta acquistata, avendo riscontrato che solo il 40% circa degli esercenti si preoccupa di pesarla una volta riempita. Gli altri chiedono il prezzo indicato, senza effettuare, sulla bilancia, la verifica del prodotto contenuto.

 

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