ALIMENTAZIONE OGM in agricoltura: il 62% degli italiani è contrario(1)

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I consumatori italiani hanno un atteggiamento sfavorevole verso l’impiego dell’ingegneria genetica nel settore agroalimentare. E solo un quarto si dichiara favorevole all’introduzione degli OGM nel sistema alimentare italiano. Sono i dati che emergono dalla ricerca "Le biotecnologie applicate al sistema agro-alimentare: il punto di vista del consumatore in Italia", presentata oggi a Roma nell’ambito del convegno "Ricerche sugli OGM in Agricoltura: Risultati". Il convegno è frutto del progetto triennale "OGM in agricoltura" finanziato con oltre sei milioni di euro dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e coordinato dall’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).

La ricerca è stata condotta su un campione di 1002 persone dai 18 anni in su attraverso interviste face-to-face. Nel complesso, più della metà delle persone intervistate (pari al 62% del campione) mostra un atteggiamento in generale sfavorevole verso l’uso dell’ingegneria genetica nel settore agroalimentare, essenzialmente per un sospetto verso prodotti non conosciuti e considerati "meno naturali" (81% del campione). Un terzo degli intervistati (pari al 31% del campione) non sa esprimere un parere in proposito. E solo un quarto del campione (24%) si è dichiarato apertamente favorevole all’introduzione degli OGM nel sistema agroalimentare italiano.

Vantaggi e sicurezza sono i due temi critici evidenziati dall’indagine coordinata dall’INRAN. In linea generale, infatti, gli italiani intervistati tendono a rifiutare gli OGM fondamentalmente per due motivi: perché non vedono particolari vantaggi per il consumatore e perché non ritengano che esistano particolari evidenze sulla sicurezza degli OGM per il consumatore e per l’ambiente. Più della metà degli intervistati percepisce inoltre una comunità scientifica divisa al suo interno sulle tematiche che riguardano gli organismi geneticamente modificati in agricoltura. E per quanto riguarda l’uso degli OGM nella lotta alla fame nel mondo? Solo la metà degli intervistati pensa che gli OGM possano aiutare a risolvere la piaga della fame e un gruppo numeroso (pari al 68%) ritiene che l’ingegneria genetica, una tecnologia molto sofisticata, sia difficilmente utilizzabile nelle aree povere.

Nell’ambito della sicurezza alimentare emerge la necessità di maggiori controlli. Gli italiani credono poco che i controlli sugli alimenti OGM siano più rigorosi rispetto agli altri prodotti e la quasi totalità del campione (pari all’87%) ritiene che i prodotti derivati da OGM dovrebbero essere maggiormente testati per essere resi più sicuri. Solo un terzo del campione pensa che i prodotti OGM siano sicuri per il consumo umano e animale. Sul tema della salute umana, il 60% degli intervistati ritiene per niente o poco credibile l’ipotesi che gli OGM possano contribuire al miglioramento nutrizionale degli alimenti e in molti sono preoccupati delle possibili ripercussioni sulla salute: il 76% degli intervistati esprime infatti il timore che il consumo di alimenti OGM possa comportare rischi imprevedibili per la salute.

Più composito il risultato riguardo al legame fra OGM e ambiente. Circa la metà del campione intervistato ritiene che l’ambiente possa avere benefici dalla possibilità di ridurre l’uso di pesticidi ed erbicidi. In particolare, il 52% degli intervistati considera per niente o poco credibile che l’uso degli OGM abbia effetti positivi sull’ambiente mentre il 48% lo ritiene credibile. Allo stesso tempo, però, ben il 67% degli intervistati ritiene che possa esserci un trasferimento verso piante e coltivazioni non geneticamente modificate, generando in questo modo effetti negativi sull’ambiente.

 

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